Brano venduto a più di un milione di copie solo negli Stati Uniti e che ha contribuito in larga parte alla vendita di oltre trenta milioni di copie dell’album da cui è estratto, suonato più di 1.300 volte dal vivo e reinterpretato dai più grandi come Ghost, Weezer, Apocalyptica o Motörhead, «Enter Sandman» è IL brano che ha segnato una svolta nella carriera dei Metallica e li ha proiettati sul piedistallo su cui ancora oggi troneggiano.
Metallica nel 1990

Dopo …And Justice For All, un quarto album epico con brani molto complessi che sfiorano in media i sette minuti, i Metallica (James Hetfield alla chitarra ritmica e voce, Lars Ulrich alla batteria, Kirk Hammett alla chitarra solista e Jason Newsted al basso) sentono il bisogno di tornare a canzoni più semplici, più immediate. Parallelamente, il loro manager contatta uno dei produttori più importanti dell’epoca, Bob Rock, per mixare il futuro successore. Avendo visto i Metallica dal vivo qualche tempo prima e dopo aver ascoltato i loro album precedenti, Bob inizialmente rifiuta. Ritiene che fino a quel momento la band non sia mai riuscita a catturare in studio il proprio suono e l’energia live. Così, o produce interamente questo nuovo album dalla A alla Z, oppure non lavorerà affatto con la band! Dopo alcuni scambi tesi e vari round di osservazione, i Metallica accettano, e con un’arma in più e una nuova linea guida iniziano la creazione di quello che diventerà il Black Album.
L’origine del brano «Enter Sandman»

Secondo James Hetfield: «Un buon riff è l’essenza di un brano». Eppure, né lui né Lars Ulrich, che fino ad allora avevano co-composto tutti i pezzi, sono all’origine di «Enter Sandman». Questo riff mitico lo dobbiamo al chitarrista solista Kirk Hammett, al suo primo tentativo di composizione! E per un esordio, non si poteva sperare di meglio. Tuttavia, all’ascolto, Lars Ulrich sente che il suo potenziale non è ancora pienamente sfruttato.
Inizialmente costruito su una forma A – B – A – B, decide di ripeterne la prima parte per dargli la sua forma definitiva A – A – A – B. Questa differenza, anche se minima, è fondamentale: conferisce al riff quel carattere pesante e ossessivo che segnerà intere generazioni e che verrà persino usato dall’esercito americano per torturare i prigionieri!


Il significato del titolo
I testi originali di «Enter Sandman» trattavano della morte improvvisa del lattante. Trovando l’argomento troppo pesante, Lars Ulrich e Bob Rock chiedono a James Hetfield di riscriverli. Dopo una prima reazione esplosiva, il cantante si mette al lavoro, trasformandoli in una sorta di ninna nanna inquietante ispirata alle paure di un bambino. Il titolo era già pronto: Hetfield lo teneva da tempo nel cassetto e finalmente trovava un testo adatto. Ironia della sorte, Lars Ulrich, cresciuto in Danimarca, non conosceva la figura del Sandman (il “Signore dei Sogni” che sparge sabbia negli occhi dei bambini che non dormono), e James ha dovuto raccontargli la favola per fargli capire il senso del brano.
Il suono del riff

«Enter Sandman» fu il primo brano del Black Album a essere registrato e mixato. Brano di riferimento per il resto dell’album, la sua produzione fu interminabile: ci vollero dieci giorni interi solo per il mixaggio. La prima modifica introdotta da Bob Rock fu quella di far suonare insieme la band in studio invece di registrare separatamente ogni strumento. Il risultato fu una coesione e una musicalità molto più grandi, percepibili immediatamente. Il riff venne registrato da James Hetfield che lo suonò sulla sua ESP MX-250, equipaggiata con pickup attivi EMG (modello 81 al ponte e 60 al manico). Per le varie stratificazioni di chitarra vennero usati diversi amplificatori, il principale un Mesa Boogie Simul Class Mark II. Secondo Bob Rock: «il Boogie era ottimo ma sui medi mancava qualcosa». Per questo motivo ha ispessito il suono con un Marshall.

A voi suonare!
Se a prima vista può sembrare abbastanza semplice, una moltitudine di sottigliezze arricchiscono questo riff. Per cominciare, si attacca in anacrusi, cioè prima del primo battito della prima misura. Si suona la prima quinta in controtempo, una croma in anticipo. L’alternanza di note aperte e palm-mute mette alla prova la mano destra. Infine, con la mano sinistra, lo slide che precede il Mi sul secondo battito deve essere eseguito in modo impeccabile e idealmente identico a ogni ripetizione.
Per avvicinarvi al suono dei Metallica, vi servirà una chitarra con pickup a doppia bobina tipo Gibson o, più moderna, Jackson, Ibanez oppure, il massimo, una ESP con i suoi pickup attivi EMG. Lato amplificatore, serve un suono massiccio. Guardate verso Marshall, Mesa Boogie, Engl. Un pedale di distorsione può eventualmente rinforzare il timbro del vostro ampli: Boss MT-2, Ibanez Tube Screamer, Revv G4, la scelta non manca.



Il brano «Enter Sandman» è interamente basato su questo riff iniziale, ogni parte ne è una diversa interpretazione: dalla versione arpeggiata con chitarra in clean per l’intro, ai primi riff che si sviluppano poco a poco per condurre al riff finale, fino alla modulazione un tono più in alto nella seconda metà della strofa. Davvero, un buon riff è l’essenza di un brano, e «Enter Sandman» ne è l’esempio perfetto.

