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Novità

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JUPITER-X e JUPITER-Xm, pianeti sintetici

Nessuno avrebbe potuto immaginare l’ampiezza dell’impero che il marchio giapponese Roland avrebbe costruito, giusto 50 anni fa, producendo synth e drum machine approdati nella maggior parte degli home studio del pianeta. Torniamo indietro nel tempo. È il 18 aprile 1972: Ikutaro Kakehashi fonda in un hangar in affitto a Osaka il marchio Roland Corporation con un capitale di 23 milioni di yen, l’equivalente di circa 180.000 € odierni.

Fin dai primi anni, Roland imprime subito la propria identità sonora con intere famiglie di prodotti che continuerà a declinare e migliorare: la serie di drum machine TR, i sintetizzatori SH, i pianoforti digitali EP, gli effetti da studio Space Echo, i synth modulari SYSTEM e le pedaliere per chitarristi, inizialmente sotto il nome MEG Electronics e presto con il marchio Boss dal 1976. In 50 anni, il brand ha scolpito il suono degli home studio, di chitarristi, pianisti, batteristi, bassisti, cantanti e persino fisarmonicisti, con oltre 120 prodotti sviluppati.


40 anni di sintesi

La vera svolta arriva con il JUPITER-8 nel 1981, affettuosamente chiamato JP-8, che sconvolge il mondo della creazione musicale: un sintetizzatore analogico con sedici oscillatori per otto voci di polifonia. Evoluzione del modello JUPITER-4 del 1978, questo nuovo synth segna lo stile e l’estetica sonora di un’intera epoca. Il costruttore può così competere e imporsi accanto a marchi americani come Oberheim e Sequential Circuits.

Dopo il JUPITER-8 arrivano, tra il 1981 e il 1984, intere serie di sintetizzatori tra cui i celebri JUNO (JUNO-60 e, con MIDI, JUNO-106) e il SH-101, famoso per i bassi ripresi poi dalla techno. Nel 1987, l’azienda presenta il D-50, una delle prime tastiere basate sulla lettura di campioni.

Fin dall’uscita, il JUPITER-8 entra in numerose produzioni e accompagna lo sviluppo delle musiche a tinte elettroniche e progressive al fianco di gruppi e artisti come Tangerine Dream, Duran Duran, Jean-Michel Jarre, Roxy Music, OMD, Stevie Wonder, Toto, Depeche Mode, Prince, Moby, Simple Minds, Orbital, The Cars, Devo, Future Sound of London, Yes, Josh Wink, Underworld…

Duran Duran > « Hungry Like The Wolf » – 1982

Talk Talk > « Such a Shame » – 1984

Queen > « A Kind of Magic » – 1986


JUPITER-X e JUPITER-Xm, sempre più vicini alle stelle!

Quarant’anni dopo, forte del successo dei JUPITER, il costruttore nipponico fa rinascere il mito con una nuova edizione in due modelli, JUPITER-X e JUPITER-Xm. Ricreano i territori sonori del marchio integrando i classici synth analogici e digitali, oltre ai suoni delle celebri drum machine TR-808 e TR-909. JUPITER-X è una versione a modellazione con il nuovo generatore ZEN-Core e tastiera a 61 tasti, mentre JUPITER-Xm riprende gran parte delle funzionalità del maggiore con tastiera a 37 tasti e possibilità di funzionare a batteria in piena autonomia. Offrono 256 voci di polifonia, cinque parti multitimbriche, 4.000 preset interni, 90 kit di batteria e 256 scene.

La novità? Il costruttore sorprende integrando la creazione istantanea di accompagnamenti: grazie all’I-Arpeggio genera in modo intelligente ritmi e frasi a partire dai tuoi dati di esecuzione.

Jupiter Xm

JUPITER-X e JUPITER-Xm


JUPITER-X Editor, chirurgia sonora

Roland jupiter X

Forte del successo riscosso con la serie X, Roland ha lavorato per migliorare l’esperienza d’uso dei modelli JUPITER-X e JUPITER-Xm. Ascoltati i feedback dei fortunati possessori di questi JUPITER dal potente motore ZEN-Core, il costruttore ha presentato al Superbooth 2021 un editor gratuito, il JUPITER-X Editor. L’idea è semplificare la creazione e il salvataggio di scene complesse, layer di suoni, frasi arpeggiate e parametri di effetti. Si possono trascinare/sostituire i suoni con facilità, organizzare le proprie liste, ecc. Un’ottima opportunità per interessarsi a una serie che ha già ottenuto grande successo.
JUPITER-X Editor è compatibile con macOS e Windows ed è disponibile all’interno dello spazio Roland Cloud.

JUPITER-X Editor


Roland Cloud, un viaggio senza confini tra i suoni di ieri, oggi e domani…

Da alcuni anni l’azienda giapponese sviluppa applicazioni reinventando i propri synth leggendari e creando nuovi strumenti virtuali come il celebre ZENOLOGY e i suoi derivati. In un unico luogo, il Roland Cloud, accedi a oltre 50 strumenti virtuali firmati Roland (JUPITER-8, SH-101, JX-8P, JUNO-106, JD-8000, D-50, Drumatix, TR-808, TB-303…) oltre a pack di pattern, patch e sample.

> L’accesso al Roland Cloud è disponibile in quattro piani distinti.

  • Il piano Free include il sintetizzatore ZENOLOGY Lite.
  • Il piano Core, 29,99 $/anno, offre ZENOLOGY, ZENOLOGY FX e pacchetti di suoni Zen-Core.
  • Il piano Pro, 99 $/anno, integra ZENOLOGY Pro con le sue estensioni di modellazione, ZENOLOGY FX e pacchetti Zen-Core.
  • Il piano Ultimate, 199 $/anno, dà accesso a tutti gli strumenti e a tutti i suoni.

Roland Cloud Connect, il regno della mobilità

Per spingersi oltre, Roland Cloud Connect trasforma il tuo JUPITER in una vera “centrale gassosa” grazie all’adattatore wireless WC-1 e a un abbonamento al Roland Cloud Pro. Niente più computer: l’adattatore si collega in USB al synth, mentre il tuo smartphone o tablet (iOS/Android) diventa il controller. Con questo abbonamento accedi illimitatamente a tutte le estensioni di modellazione e forme d’onda, a circa 30.000 suoni disponibili e, in particolare, a oltre 9.000 suoni per JUPITER.

Vocal Designer, la sintesi vocale definitiva

Forte di una lunga storia nella sintesi vocale — basti pensare alle tastiere VP e ai VP-Synth — il modulo Vocal Designer è un’estensione pensata per potenziare le capacità del vocoder dei JUPITER-X e JUPITER-Xm. Perfettamente al passo coi tempi, offre 90 preset con suoni di vocoder di ogni epoca, timbri corali e d’ensemble vocale e 26 algoritmi, dal più vintage al più futuristico.

Come ottenerlo? Aggiornando il tuo synth alla versione 2 oppure tramite il tuo abbonamento a Roland Cloud.

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