Vai al contenuto Vai alla navigazione Vai al piè di pagina

Novità

Benvenuto nel nuovo sito Woodbrass

Josh Dun: il batterista dei Twenty One Pilots, il suo kit e il suo stile iconico

Cosa ricordare
  • Josh Dun è un batterista autodidatta originario di Columbus (Ohio), diventato una delle figure più importanti della batteria moderna.
  • Il suo kit ibrido SJC Custom Drums combina fusti acustici, pad elettronici Roland SPD-SX e sequenze Ableton Live.
  • Il suo stile fonde rock alternativo, hip-hop ed elettronica, con un gioco scenico spettacolare (backflip, Drum Island).
  • Con i Twenty One Pilots, ha contribuito a ridefinire il ruolo del batterista in un duo moderno, tra performance e tecnologia.

Tutti abbiamo in mente quel momento in cui un artista sul palco ti fa dimenticare tutto il resto. Da Woodbrass, quando vediamo arrivare adolescenti che vogliono una batteria “come Josh Dun”, sappiamo che il ragazzo ha colpito forte. Josh Dun è il tipo che fa backflip dal pianoforte del suo amico Tyler Joseph, che suona in equilibrio su una piattaforma sopra la folla, e nel frattempo spara groove formidabili. Batterista dei Twenty One Pilots dal 2011, incarna un nuovo modello di percussionista: un showman completo, a suo agio sia dietro un kit acustico che davanti a un pad elettronico. Un ritorno su un percorso fuori dal comune e un setup pensato nei minimi dettagli.

Bacchette nascoste: gli inizi di Josh Dun

Nato il 18 giugno 1988 a Columbus, Ohio, Joshua William Dun non è cresciuto esattamente in una famiglia rock’n’roll. I suoi genitori, piuttosto severi sulla musica, gli imponevano un ascolto esclusivamente cristiano. Il giovane Josh nascondeva i suoi album di Green Day e Sum 41 sotto il letto, sperando che nessuno li trovasse. Spoiler: non sempre ha funzionato.

Intorno ai 12 anni, la passione diventa ossessione. Non potendo permettersi un kit, Dun andava ogni giorno dopo scuola al Guitar Center locale per suonare la batteria elettronica in esposizione. Per quasi un anno ha imparato da solo, riproducendo i beat dei suoi dischi preferiti. Il giorno in cui i dipendenti gli dissero che doveva comprare qualcosa o andarsene, finì per… essere assunto nello stesso negozio. Tre anni dietro il bancone, e soprattutto un incontro decisivo con Chris Salih, allora batterista dei Twenty One Pilots.

Buono a sapersi

Prima di unirsi ai Twenty One Pilots, Josh Dun ha suonato brevemente con il gruppo House of Heroes, sostituendo il batterista Colin Rigsby, partito per motivi familiari. Fu proprio Rigsby a raccomandarlo. Una rampa di lancio discreta ma essenziale nel suo percorso.

Nel 2011, su invito di Salih, Dun assiste a un concerto dei Twenty One Pilots. Rimane conquistato dall’energia di Tyler Joseph. Quando Salih e il bassista Nick Thomas lasciano il gruppo, Tyler si ritrova solo per lo show. Chiama Josh, che lascia il lavoro e arriva. Suonano un solo pezzo prima che la polizia annulli il concerto. Quella sera nasceva il duo Twenty One Pilots come lo conosciamo.

Uno stile ibrido, tra groove e spettacolo

Ciò che rende il gioco di Josh Dun così singolare è la sua capacità di navigare tra i generi senza mai sembrare forzato. Un brano dei Twenty One Pilots può passare da un beat hip-hop minimalista a una pausa punk in poche battute, con texture elettroniche sopra. Dun gestisce tutto, spesso da solo sul palco per la parte ritmica.

Il suo approccio è profondamente ibrido. In “Heavydirtysoul” alterna tre pattern diversi per adattarsi a ogni sezione del brano. In “Stressed Out” il groove è volutamente scarno, quasi lo-fi. Questa versatilità deriva in parte dal suo processo creativo con Tyler Joseph: quest’ultimo, che non è batterista, gli invia demo con parti di batteria programmate. Dun le riprende, le adatta e a volte le mantiene quando l’idea lo sorprende.

Per quanto riguarda le influenze, lo spettro è ampio: il punk di Rancid e NOFX, il pop punk dei Blink-182, l’alt-rock atmosferico dei Brand New. Questa miscela si ritrova nel suo gioco — energia pura, ma sempre al servizio della canzone.

Pro Tips

Vuoi ispirarti al gioco di Josh Dun? Inizia lavorando sulla regolarità del tuo groove prima di cercare la velocità. Josh privilegia sempre la musicalità rispetto alla tecnica pura. Un buon esercizio: suona un beat semplice e concentrati sul posizionamento di ogni nota rispetto al click. È la base del suo approccio.

Il kit SJC Custom Drums: al cuore del suono

Il rapporto tra Josh Dun e SJC Custom Drums è uno dei più emblematici nel mondo della batteria attuale. Dun aveva trovato un kit SJC usato su eBay e pensava di forare da solo i fusti. Quando SJC lo contattò tramite un amico comune, la qualità costruttiva e la libertà creativa lo convinsero a entrare nella famiglia.

Da allora, ogni tour ha il suo kit signature. Il “Spooky Kit” dell’era Blurryface (2015) combinava acrilico e acero. Il “Bandito Kit” per il tour Trench (2018) è tornato al full acrilico per un suono grasso e potente. Più recentemente, per l’Icy Tour (2022), Dun suonava un 3 pezzi SJC custom con un wrap “Scales” su misura. La configurazione tipo include:

Bandito kit
Spooky kit
  • Cassa 14×24″ (o 18″ nei kit compatti)
  • Tom 9×13″ (o 8×12″ a seconda dei tour)
  • Floor tom 16×16″ (o 14×16″)
  • Rullante SJC signature 14×7″ in mogano
  • Popcorn snare 12×5″ per gli accenti

Piatti, pelli e hardware: i dettagli che contano

Josh Dun si affida a piatti Zildjian fin dagli inizi. Il suo setup è evoluto nel corso dei tour, passando dalla serie A Custom agli Zildjian Sweets per l’Icy Tour. Generalmente usa hi-hat da 14″, crash da 19″ e 20″, e una ride da 23″ — un suono brillante ed esplosivo, ideale per gli accenti punchy del duo.

Per le pelli, è tutto Remo. Sul rullante, una Controlled Sound X sabbiata sul battente e una Ambassador Hazy sulla risonanza. I tom ricevono Powerstroke Clear sul battente e Ambassador semplice piega sulla risonanza, per un suono controllato e moderno. La cassa monta una Powerstroke P3 che garantisce un kick pulito e definito.

L’hardware è firmato DW serie 9000 — uno standard nei tour internazionali, noto per la sua robustezza. Quando fai backflip sopra il tuo kit, il materiale deve reggere.

Il setup elettronico: la vera arma segreta

Ciò che distingue davvero Josh Dun da molti batteristi rock è l’integrazione spinta dell’elettronica nel suo gioco. Essendo i Twenty One Pilots un duo, non può contare su un bassista o un chitarrista per riempire lo spettro sonoro dal vivo. Qui entra in gioco il Roland SPD-SX.

Il Roland SPD-SX è il centro nevralgico del suo setup ibrido. Dun lo usa per attivare campioni e backing track in tempo reale, tutto sincronizzato con Ableton Live tramite pad e footswitch. Nessun laptop visibile sul palco — tutto è controllato dalla sua postazione. Usa anche un modulo Roland TD-50X con trigger sui fusti acustici per un suono live ultra pulito.

Consiglio

Vuoi montare un kit ibrido senza spendere troppo? Inizia aggiungendo un pad di sampling tipo Roland SPD-SX al tuo kit acustico esistente. È il punto d’ingresso ideale per integrare campioni e click nel tuo gioco live, proprio come ha fatto Josh Dun agli inizi.

Drum Island e backflip: lo spettacolo di Josh Dun

Un concerto dei Twenty One Pilots non è solo musica, è un’esperienza. Il concetto di “Drum Island” è diventato un momento cult: Dun viene sollevato sopra la folla su una piattaforma con un kit ridotto (rullante, cassa, hi-hat e crash) e suona rivolto al pubblico in una comunione quasi tribale.

E poi ci sono i backflip. Sì, Josh Dun fa salti mortali all’indietro dal pianoforte di Tyler Joseph. A torso nudo, con i capelli tinti del colore dell’album in corso, incarna un’energia scenica che supera di gran lunga il ruolo tradizionale del batterista. In un blog per Modern Drummer, spiegava di voler impressionare anche i non musicisti. Questa filosofia ha chiaramente dato i suoi frutti.

Il consiglio Woodbrass

Sei un principiante della batteria e lo stile di Josh Dun ti ispira? Investi in un kit solido e versatile, aggiungi progressivamente elementi elettronici e soprattutto lavora sulla tua presenza scenica. Un batterista che cattura l’attenzione cambia tutto in una band. Per il materiale, passa in negozio o consulta i nostri consulenti — adoriamo parlare di questo tipo di setup.

Twenty One Pilots: la discografia chiave

Da quando è arrivato Josh, il duo ha pubblicato album importanti. Vessel (2013) ha posto le basi. Blurryface (2015) ha cambiato tutto: “Stressed Out” ha superato i 3 miliardi di visualizzazioni su YouTube, e “Heathens” ha confermato la statura internazionale del gruppo. Trench (2018) ha segnato una maturità sonora con pattern più complessi, mentre Scaled and Icy (2021) esplorava sonorità pop più luminose.

Clancy (maggio 2024), settimo album, ha concluso un arco narrativo iniziato con Blurryface. Dun ha anche realizzato il suo primo videoclip, per il brano “Backslide”. Un ottavo album, Breach, è annunciato per settembre 2025.

Conclusione

Josh Dun non è il batterista più tecnico della sua generazione. Ma probabilmente è uno dei più influenti. Mescolando acustico ed elettronico, spingendo i limiti dello spettacolo dal vivo e dimostrando che un batterista autodidatta può diventare una delle figure più visibili del rock moderno, ha aperto una strada che molti oggi seguono. E tutto è iniziato su una batteria in esposizione in un negozio di musica. Cosa c’è di meglio come prova che la passione alla fine paga sempre?

Fonti

Articolo precedente Articolo successivo