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I 10 più grandi bassisti del rock

Non ci si fa necessariamente caso, nascosto com’è in fondo al palco accanto al batterista, ma senza il tappeto di gravi che stende sotto i piedi della band, tutto crollerebbe. In omaggio a questo animale così particolare senza il quale il rock sarebbe soltanto acuto, Woodbrass vi propone la nostra classifica del tutto soggettiva dei 10 più grandi bassisti della storia del rock.

Bassista John Paul Jones

John Paul Jones (Led Zeppelin)

Non è facile imporsi quando gli altri membri del tuo gruppo sono Robert Plant, Jimmy Page e John Bonham. Eppure, John Paul Jones ha portato una profondità che la più grande band di heavy metal non avrebbe mai avuto senza di lui. Ascoltate il suo senso dell’economia in Dazed And Confused o la sua virtuosità in The Song Remains The Same… Ma non è tutto: è anche l’organista di Since I’ve Been Loving You, il mandolinista di Going to California, l’autore del riff di Black Dog e lo ritroviamo infine al basso nel gruppo Them Crooked Vultures al fianco di Dave Grohl e Josh Homme. Niente male, no?
Strumentazione: Fender Jazz Bass, Acoustic

Jack Bruce (Cream)

Jack Bruce aveva già una solida reputazione di virtuoso del basso quando si unì a Eric Clapton e Ginger Baker nei Cream, il trio degli anni ’60 all’interno del quale impose la sua voce così particolare e il suo stile complesso e inventivo. Successivamente diede vita al trio West, Bruce and Laing e collaborò con numerosi musicisti tra cui Robin Trower, continuando a sviluppare il suo linguaggio. Partito dal blues, integrandovi progressivamente il jazz, divenne un appassionato della fretless che maneggiava con gusto.
Strumentazione: Fender Bass VI, Gibson EB-3, Marshall

Geezer Butler (Black Sabbath)

Dal 1969, l’uomo dai baffi e dalla precisione è il pilastro del suono dei Black Sabbath. La band inglese non avrebbe avuto un suono così denso, oscuro e ipnotico senza il suo tocco così particolare. Le sue linee non si sentono immediatamente, ma tessono fitte trame che moltiplicano la potenza dei riff di chitarra. Tra i rari momenti in cui ebbe diritto alla ribalta, l’assolo d’apertura di N.I.B. resta un momento leggendario di cui si ricorderanno molti altri bassisti fortemente influenzati da Geezer, a cominciare da Cliff Burton.
Strumentazione: Lakland, Fender Precision Bass, Hartke

Geddy Lee (Rush)

Geddy Lee bassista

La band canadese di rock progressivo Rush sarà anche un trio, ma con Geddy Lee conta triplo: infatti questo genio con gli occhiali assicura voce, tastiere con i pedali e linee di basso tortuose, elastiche e affascinanti. Basta un ascolto di YYZ per convincersi che pochi altri musicisti possano reggere il confronto. Tecnicamente, è imbattibile, e il suono corposo con medi ben spinti che esplora fin dagli inizi della band ha segnato tutti i bassisti del genere.
Strumentazione: Rickenbacker, Fender Jazz Bass, Orange

Les Claypool (Primus)

Ancora un bassista-cantante, ma questo non fa nulla come gli altri… Canta come un’anatra, e suona in slap o tapping su un basso fretless. Il mix sembra improbabile sulla carta, ma il bello è che funziona a meraviglia: ascoltate Jerry Was A Race Car Driver e il suo incredibile riff per averne la prova. I Primus hanno imposto un suono a parte nella galassia metal, e gran parte dell’edificio poggia sulla potenza di Claypool. È anche capace di cavarsela con un contrabbasso, come in Mr Krinkle, e ha sviluppato progetti paralleli affascinanti come Oysterhead o Frog Brigade.
Strumentazione: Carl Thompson, Fender Jazz Bass, Ampeg

Cliff Burton (Metallica)

Metallica oggi è una band talmente gigantesca che non è facile immaginarla agli inizi, quando faticava a imporre il proprio speed metal al mondo intero. Cliff Burton al basso non era la scelta più ovvia: questo hippie spettinato era un fan del jazz, dei Lynyrd Skynyrd e dei Thin Lizzy. Ma questi gusti insoliti sono esattamente ciò che gli permisero di portare un tocco di sofisticazione in più alla musica della band, e il suo assolo Pulling Teeth sul primo album non assomiglia a nulla di simile nel genere. Se non fosse morto in un incidente con il tour bus a soli 24 anni, la carriera musicale dei Metallica avrebbe probabilmente preso una svolta molto diversa.
Strumentazione: Rickenbacker, Mesa Boogie

Steve Harris (Iron Maiden)

Steve Harris

Ad oggi, sono pochissimi i bassisti che possono competere con la velocità della mano destra del grande Steve Harris. Il ritmo galoppante di brani come Run To The Hills è già estremamente difficile da mantenere con il plettro, ma sapendo che Harris suona esclusivamente con le dita, ci si chiede se le sue mani siano davvero umane. Ma sa anche seguire i momenti più dolci del mostro heavy metal Iron Maiden, come nei magnifici arpeggi di Rime Of The Ancient Mariner. Un vero originale, potente e completo.

Strumentazione: Fender Precision Bass, Trace Elliott

John Entwistle (The Who)

Quanti amanti della musica si sono resi conto dell’esistenza del basso ascoltando l’assolo di My Generation sul primo album degli Who? Il suo soprannome di Thunderfingers (“dita di tuono”) è più che meritato, e la vista delle sue enormi mani su un basso appartiene ormai ai grandi momenti della storia del rock. Come cantante e compositore, si è distinto ampiamente sul concept album Quadrophenia, che è in gran parte opera sua, e la band non suona più allo stesso modo da quando non è più tra noi.
Strumentazione: Fender Precision Bass, Ashdown

Flea (Red Hot Chili Peppers)

Ci voleva il genio di Michael Balzary, alias Flea (“la pulce”), per riuscire a coniugare l’intelligenza del jazz, l’urgenza nervosa del punk e il groove del funk. Partito dalla tromba, è diventato il pilastro della band californiana Red Hot Chili Peppers, all’interno della quale ha firmato linee di basso leggendarie in stili diversi come lo slap (Aeroplane), il groove (Give It Away) o un approccio più melodico (Around The World). I chitarristi sono andati e venuti nella band, ma le fondamenta sono sempre state assicurate da Flea dal 1984 in quello che è diventato il gruppo pop definitivo. E come se non bastasse, fa anche l’attore ne Il grande Lebowski dei fratelli Coen…
Strumentazione: Fender Jazz Bass, Gallien-Krueger

Paul McCartney (davvero serve dirlo?)

Paul McCartney bassista

Prima di Macca, il basso era un universo noioso in cui il responsabile delle frequenze gravi doveva mettere la nota base al momento giusto e basta. Poi questo geniale strumentista ha preso la sua Höfner 500/1, il plettro e ha rivoluzionato tutto con le sue linee melodiche incredibilmente ben pensate, senza le quali le canzoni della più grande band di tutti i tempi non avrebbero alcun senso. Riascoltate All My Loving, Come Together, o ancora il basso fuzz completamente avanguardista di Think For Yourself, e quasi ci si dimenticherebbe dell’incredibile talento di McCartney come cantante, chitarrista, pianista e compositore…
Strumentazione: Hofner, Vox

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