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Fender Custom Shop : Il paradiso dei matti

Bastano poche parole dette davanti a un vero amante della chitarra per vederlo subito salivare e perdere ogni razionalità nell’argomentazione. «Ma non ce l’hai già quella? Certo che no: la mia ha la tastiera in palissandro, questa è in acero, cambia tutto!». Se decidete di parlare del Custom Shop Fender con un appassionato di cose belle, preparatevi a passarci la notte. A più di 25 anni dalla sua creazione (1987), questo reparto della fabbrica Fender è più che mai una macchina dei sogni… E in negozio abbiamo di che alimentare i vostri!

custom shop fender

Che cos’è, in fondo, il Custom Shop? Alcuni di voi immaginano forse i liutai del CS Fender come persone incaricate di sbattere le chitarre standard contro i muri per dare loro la famosa finitura “relic” che le fa sembrare strumenti vintage. In realtà, il “relicaggio” rappresenta una parte minima del lavoro del CS, pur essendo estremamente esigente (ammaccature realistiche nei punti giusti, manico “sporco” ma senza esagerare…). Il resto del processo è vero lavoro di liuteria, svolto da artigiani di altissima competenza, per lo più provenienti da altri atelier prestigiosi. I legni sono selezionati con cura tra il meglio del meglio, i pickup sono quanto di più vicino ai vecchi (senza i guasti!), e anche la ferramenta è di livello assoluto. E naturalmente la finitura è da svenire, tra vernici e colori uno più appetitoso dell’altro. All’origine, la missione del CS era creare strumenti su richiesta per musicisti come Bob Dylan, i Rolling Stones o Tom Petty quando partivano in tour e non volevano portarsi dietro i loro pezzi da collezione. Lo fanno ancora, ma oggi è diventato molto più…

E perché mai?

In altre parole, il Custom Shop fa Fender, ma una Fender di altissimo, altissimo livello. Perché innamorarsi di una CS invece che di una Fender vintage? Innanzitutto per una questione di prezzo: una Strat rossa del 1965 tutta originale vi costerà circa 17.000 euro (ammesso di trovarla), mentre la sua replica CS resterà tranquillamente sotto i 4.000. Inoltre, l’affidabilità degli strumenti usciti dal CS è ben superiore a quella di chitarre che hanno invecchiato per 50 anni e di cui non si sa come siano state trattate nel frattempo. Perché scegliere una CS invece di una chitarra da liutaio? Se cercate qualcosa di non “alla Fender”, il liutaio può essere una soluzione. Ma il CS costruisce così tante Fender da conoscere come pochi cosa rende grande una Strat o una Tele, più di un artigiano che ne produce 50 l’anno. In più, Fender ha il segreto delle custom colors: un bel Lake Placid Blue non è poi così semplice da replicare… E, anche se non si compra uno strumento per rivenderlo, il valore dell’usato di una chitarra da liutaio non ha nulla a che vedere con quello di uno strumento CS.

chitarre fender in negozio

Giro del proprietario

Infine, il bello di una Custom Shop è che, a differenza di una chitarra ordinata a un liutaio, la potete provare prima di cedere! E per le prove vi toglierete ogni sfizio al Woodbrass Store chitarre, perché 18 strumenti di altissimo livello sono a vostra completa disposizione…
Un piccolo assaggio di ciò che si nasconde tra le nostre mura: lato Strat, ci sono repliche delle famose serie L del 1965 (una Vintage White, una Lake Placid Blue e una Candy Apple Red), una replica del 1956 in Lake Placid Blue (tastiera in acero, quindi), i modelli signature (quelli veri che usano sul palco) di Jeff Beck, David Gilmour, Eric Clapton e Michael Landau (una replica della sua 1968 sunburst: il chitarrista ha registrato con Michael Jackson, Pink Floyd e Seal), e una replica del modello originario del 1954 per il suo sessantesimo anniversario. E poi tre bizzarrie, le mosche bianche che i collezionisti cercano come ossessi: la 56 Copper Bowling Ball Swirl dalla finitura incredibile firmata dal liutaio Jason Smith (da solo responsabile dell’intero strumento), una replica di un modello del 1960 in cui il sunburst affiora sotto lo strato di Fiesta Red, e infine un modello fatto esclusivamente per il negozio con tastiera in ebano (rarissima su una Fender) e finitura Mercedes Blue, uno schianto.
Per i Tele-dipendenti, c’è di che divertirsi: una replica del modello 1962 in sunburst “chocolate” dal suono davvero notevole, una 1952 in una particolarissima tinta Melon Candy, uno strano e magnetico modello bianco con due P90 e paletta invertita, e infine un’altra commessa esclusiva che unisce una base ’52 con finitura Gold Frost e un Bigsby (già, proprio così!). Per chi vuole l’originalità spinta c’è anche la Stratocaster Cabronita, che riprende la forma della Strat ma con battipenna ridotto, due humbucker TV Jones (come sulle Gretsch) e ponte fisso. È nera, è bellissima e suona alla grande! E non dimentichiamo l’incredibile Brownie, la replica identica del modello ’56 di cui Clapton s’era invaghito, già protagonista di un articolo su questo sito.
Per amplificare il tutto, ovviamente abbiamo dei Deluxe, dei Twin, dei Bandmaster… insomma, tutto ciò che serve per far parlare la polvere! A voi decidere quando fare il grande passo nel mondo altamente addictivo e così godurioso delle vere chitarre di fascia alta. Come dice lo slogan del Custom Shop, “When you’re ready”…

Chitarra Fender finitura Mercedes Blue

La celebre finitura Mercedes Blue, abbinata alla tastiera in ebano… classe pura.

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