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Chad Smith: il groove che ha plasmato i Red Hot Chili Peppers

Cosa ricordare
  • Arruolato nel dicembre 1988 durante l'ultima audizione, Chad Smith è diventato il batterista più duraturo nella storia dei Red Hot Chili Peppers.
  • Il suo stile unisce la potenza di John Bonham e il groove funk sentito a Detroit, ed è proprio questo incontro che dà al gruppo la sua solidità.
  • Da Blood Sugar Sex Magik a Californication, la sua batteria sa colpire forte come farsi discreta, al servizio delle linee di basso di Flea.
  • Le bacchette Vater, il campanaccio LP e la Holy China Sabian che porta il suo nome permettono ancora oggi di avvicinare il suo suono in sala prove.

Il groove di « Give It Away » è stato tentato da molti batteristi almeno una volta in sala prove. Spesso però lo si suona troppo rigido, troppo quadrato, senza lasciare respirare lo spazio tra i colpi. Dietro questo brano c’è Chad Smith, un ragazzo del Michigan cresciuto tra Led Zeppelin e la radio di Detroit, prima di prendere nel 1988 il posto più instabile del rock californiano: lo sgabello dei Red Hot Chili Peppers.

Quasi quarant’anni dopo, è ancora lì seduto. Il duo che forma con Flea resta una lezione per chi vuole capire cosa significa suonare « in the pocket »: quel posizionamento millimetrico, leggermente indietro rispetto al tempo, che fa muovere le spalle prima ancora che tu te ne accorga. Allora, da dove viene questo groove e come si è imposto?

Chad Smith, un batterista rock cresciuto con il funk di Detroit

Chad Gaylord Smith nasce il 25 ottobre 1961 a Saint Paul, Minnesota. La famiglia si trasferisce poi a Bloomfield Hills, nella periferia di Detroit, ed è lì che tutto prende forma. Il ragazzo batte su tutto quello che trova, poi su una vera batteria. A casa, i dischi di Led Zeppelin, Hendrix e Black Sabbath girano in continuazione. John Bonham diventa il modello assoluto: la potenza, il suono ampio, quella cassa che spinge il pezzo.

Ma a Detroit è impossibile sfuggire al funk. La città della Motown respira soul e rhythm and blues, e un percussionista passato per la galassia Parliament-Funkadelic introduce il giovane Smith a un altro modo di suonare. Meno note, più intenzione. Impara che il silenzio tra due colpi conta tanto quanto i colpi stessi. Poi gira gruppi locali e club del Midwest, prima di partire per Los Angeles con un bagaglio raro: la potenza di un batterista hard rock e l’orecchio di un batterista funk.

Dicembre 1988: l’audizione che ha rilanciato i Red Hot Chili Peppers

Il 1988 è un anno nero per i Red Hot. A giugno, il chitarrista Hillel Slovak muore per overdose. Il batterista Jack Irons, amico d’infanzia del gruppo, non si riprende e se ne va. Anthony Kiedis e Flea reclutano un chitarrista diciottenne, John Frusciante, poi organizzano audizioni aperte per trovare un batterista. Chad Smith è l’ultimo della lista.

Il produttore Michael Beinhorn ha raccontato la scena: Smith entra nella stanza come se fosse a casa sua, con un look più hard rock che funk, che non piace molto al gruppo. Poi dà il primo colpo. Il dubbio dura poco. Entra ufficialmente nel gruppo nel dicembre 1988 e, pochi mesi dopo, registra Mother's Milk, uscito nel 1989. Un caso della sorte, il primo successo di questa formazione è una cover di « Higher Ground », di Stevie Wonder: un pezzo della Motown, la casa della sua adolescenza.

Buono a sapersi

Prima di Chad Smith, lo sgabello dei Red Hot è passato di mano molte volte: Jack Irons, poi Cliff Martinez, di nuovo Irons, e infine D.H. Peligro, ex Dead Kennedys, rimasto solo pochi mesi. Dal 1988 nessun altro ha più preso quel posto.

Il groove di Chad Smith: colpire forte, suonare ampio

Ascolta « Suck My Kiss » o « Can't Stop » concentrandoti solo sulla batteria. Il backbeat (i colpi di rullante sui tempi 2 e 4) cade come un martello, ma tutto ciò che lo circonda resta leggero. Smith suona forte senza mai suonare stretto. Il suo hi-hat, spesso semiaperto, soffia nel pezzo, e la cassa dialoga continuamente con il basso di Flea invece di raddoppiarlo.

Le ghost notes, la firma nascosta

Il segreto sta nelle ghost notes, quelle note fantasma suonate molto piano sul rullante, tra i colpi forti. Si sentono appena, si percepiscono soprattutto: riempiono il groove e gli danno quel rotolamento funk che fa venir voglia di muoversi. A lungo fedele a Pearl, Smith ha avuto persino un suo rullante signature, un 14 x 5 pollici con fusto nero lucido, e i rullanti Pearl restano associati a una parte importante della sua carriera.

Questo stile consuma il legno. Dal novembre 1992 Smith usa bacchette Vater, una fedeltà di oltre trent’anni, e il suo modello signature riprende la misura che regge i suoi colpi sera dopo sera.

Le Funk Blaster della serie Player's Design sono bacchette in hickory di misura 5B, lunghe 16 pollici (40,64 cm) con un diametro di 0,605 pollici. La punta in legno, a forma di goccia d’acqua, dà un attacco deciso su rullante e tom.

L’hickory assorbe bene gli urti e mantiene un rimbalzo regolare: si passa dalle ghost notes agli accenti marcati senza cambiare la presa, proprio come fa Chad Smith.

Punti di forza

  • Misura 5B robusta per colpi marcati
  • Hickory denso con rimbalzo regolare
  • Punta in legno a goccia d’acqua per un attacco deciso

Punti deboli

  • Un 5B risulta spesso per uno stile morbido o per mani piccole

Blood Sugar Sex Magik, Californication: la batteria dei grandi album

Nel 1991, Rick Rubin sistema il gruppo in una vecchia dimora di Laurel Canyon per registrare Blood Sugar Sex Magik. Gli altri ci vivono per settimane. Smith, invece, rifiuta di dormire lì, convinto che la casa sia infestata, e arriva ogni mattina in moto. Il suono della batteria è secco, vicino, quasi nudo. « Give It Away » conquista un Grammy, « Under the Bridge » fa il giro del mondo, e il gruppo cambia dimensione.

Dopo One Hot Minute, registrato con Dave Navarro, Frusciante torna e Californication esce nel 1999. Qui, Smith fa una scelta che dice molto: suona meno. In « Scar Tissue » o « Otherside », la batteria lascia tutto lo spazio alla chitarra e alla voce. Poi By the Way nel 2002 e Stadium Arcadium nel 2006, premiato con il Grammy per il miglior album rock, consacrano il gruppo negli stadi.

Per sottolineare questi ritornelli da stadio, serviva un piatto che emergesse su tutto. Per trentacinque anni da Sabian, Smith ha sviluppato con il marchio la Holy China, una china forata che colpisce forte e si spegne rapidamente.

La AA Holy China da 17 pollici riprende lo spirito vintage della serie AA di Sabian, in lega B20, con un profilo volutamente alto e una campana grezza. Le sue 16 file di fori modificano la circolazione dell’aria: il suono diventa più sporco, più trash, e la caduta più corta.

Con spessore thin, si apre molto rapidamente e si presta agli accenti istantanei, agli choke e alle punteggiature di fine frase. Un piatto effetto che esce dal mix senza sforzo, sia dal vivo che in studio.

Punti di forza

  • Volume e proiezione molto elevati
  • Apertura rapida grazie allo spessore thin
  • Caduta corta che resta leggibile in un mix denso

Punti deboli

  • Un carattere molto trash e molto forte, da dosare nelle piccole sale

Chickenfoot, Ozzy, Will Ferrell: Chad Smith fuori dai Red Hot

Il batterista dei Red Hot non sta fermo. Nel 2008 fonda Chickenfoot con Sammy Hagar, Joe Satriani e Michael Anthony, un supergruppo hard rock pensato per il piacere di suonare forte. Avvia anche i Bombastic Meatbats, un progetto strumentale dove può allungare i suoi groove. In studio, lo ritrovi su Taking the Long Way delle Chicks, premiato cinque volte ai Grammy nel 2007, su Ordinary Man di Ozzy Osbourne e su Every Loser di Iggy Pop.

E poi c’è Will Ferrell. I due si somigliano così tanto che i fan li confondono da anni. Nel 2014, la gag finisce in duello di batteria sul set di Jimmy Fallon, dopo aver raccolto più di 300 000 dollari per due associazioni. Vestiti uguali, si sfidano in quattro round. Smith conduce, finché Ferrell estrae una campana per suonare « Don't Fear the Reaper » con i Red Hot. Fallon gli consegna la Campana d’oro. Imbattibile.

La Ridge Rider LP008CS di Latin Percussion è una campana in acciaio da 20,32 cm, finitura rossa opaca, incisa con la firma di Chad Smith. Ispirata alla Rock Ridge Rider, offre un attacco netto che attraversa le chitarre.

Il suo fissaggio Vice Mount brevettato è fornito con un Memory Lock: si blocca la posizione, e la campana si rimonta identica da una data all’altra. La protezione Jenigor sopporta i colpi forti.

Punti di forza

  • Attacco netto che risalta in un mix rock
  • Vice Mount e Memory Lock per ritrovare la regolazione
  • Protezione Jenigor contro l’usura

Punti deboli

  • Fissaggio compatibile solo con aste da 9,5 a 12,5 mm
Il consiglio Woodbrass

Per catturare il groove di Chad Smith, esercitati sulle ghost notes su un pad, con il metronomo impostato lentamente. Mantieni il backbeat ben marcato e lascia le ghost notes appena udibili. Quando la differenza di dinamica è stabile, suona « Suck My Kiss » sopra il disco.

Trentotto anni dopo, sempre al centro del gruppo

Nel 2012, Chad Smith entra nella Rock and Roll Hall of Fame con i Red Hot Chili Peppers. Dieci anni dopo, il ritorno di Frusciante dà vita a due album nello stesso anno, Unlimited Love e Return of the Dream Canteen. Sul fronte attrezzatura, il batterista ha voltato pagina Pearl a metà anni 2010 per le batterie DW Drum Workshop, poi ha scelto le piatti Paiste nella primavera 2022. Il suono evolve, la mano resta la stessa.

Quello che colpisce, in fondo, è la longevità di un musicista che non ha mai cercato di brillare da solo. Chad Smith ha fatto della batteria il motore di un gruppo, non la sua vetrina. Alla prossima prova, prova a suonare meno forte sulle ghost notes e più forte sul 2 e sul 4: vedrai subito da dove viene la tasca dei Red Hot.

Fonti