Voglia di suonare uno strumento? Non è sempre facile trovare dove imparare, soprattutto se non si vuole affrontare il percorso a ostacoli che rappresentano il solfeggio e l’insegnamento teorico. La Woodbrass Music School è nata con l’idea di proporre corsi alternativi, che permettono di suonare i brani che ti piacciono mettendo subito le mani su uno strumento fin dalla prima lezione. Per rendere possibile questa sfida, servono insegnanti all’altezza, e tra i nuovi arrivati dell’anno scolastico 2016, il chitarrista Samy Docteur si è unito al team. Ecco il suo ritratto.
Come ti sei avvicinato alla musica?

Come molti adolescenti, i miei amici ed io ascoltavamo molto rock, gruppi come AC/DC, Motorhead o Slayer. Un giorno, prima ancora di saper suonare uno strumento, ci siamo detti che volevamo mettere su una band. Uno voleva essere batterista, un altro bassista e io mi sono quindi naturalmente orientato verso la chitarra. Quel gruppo non si è mai realizzato davvero, ma io ho continuato per conto mio. Ho fondato altre band ed eccomi oggi insegnante di chitarra alla Woodbrass Music School.
Perché la chitarra?
Penso soprattutto perché è uno degli strumenti principali del rock. Ascoltando tanto AC/DC, Jimi Hendrix o Led Zeppelin, ti viene da dire «Wow, è troppo forte, voglio farlo anch’io».
Qual è stata la tua formazione?
Sono stato autodidatta per cinque anni, finché mi sono accorto che non riuscivo più a progredire come avrei voluto. Non conoscevo la teoria e l’armonia. Ho quindi preso lezioni private per sei mesi e ho deciso di partire a Londra per studiare alla Tech Music School. Sono rimasto lì tre anni a imparare da eccellenti musicisti come Femi Temowo (Amy Winehouse), John Wheatcroft (John Jorgenson) o Jim Clarke. Frequentare questa scuola a Londra mi ha permesso di aprirmi a nuovi stili, in particolare al jazz, ma anche di suonare moltissimo con musicisti di provenienze molto diverse. Una volta conseguito il degree, sono rientrato in Francia dove ho completato un master in musicologia. Mi sono specializzato nelle musiche afroamericane e in particolare nel jazz, sotto la guida di musicisti come Philippe Michel o Yves Torchinsky.
Che musica ascolti?
Dopo due o tre anni passati ad ascoltare molto blues, jazz e soul, in questo momento sono tornato a sonorità molto rock come Winery Dogs o Dead Daisies, con rispettivamente Ritchie Kotzen e Richard Fortus che fanno parte dei miei chitarristi preferiti.
Quali sono i tuoi chitarristi di riferimento? I tuoi compositori preferiti?
È una domanda difficile. Direi Derek Trucks, Jeff Beck, John Scofield, Richard Fortus e Bireli Lagrene.
Com’è la tua vita musicale attuale?
Tra le lezioni alla Woodbrass Music School faccio i test Matos per Guitar Part. Ho anche due band, Voltrain e Docsy, e partecipo inoltre a jam e sessioni un po’ ovunque. Il mio calendario è piuttosto fitto, cosa che mi rende molto felice.
Qual è l’approccio che vuoi trasmettere nei tuoi corsi alla Woodbrass Music School?
Quando ho iniziato a suonare la chitarra, il mio primo obiettivo era davvero divertirmi. Non sono mai andato al conservatorio perché mi sembrava – forse a torto – una formazione troppo studiosa e scolastica, non molto entusiasmante per un quattordicenne. Il mio scopo nelle lezioni è quindi insegnare agli studenti a suonare mantenendo sempre questa dimensione di piacere che mi sembra essenziale. L’apprendimento della musica, come di qualsiasi altra forma d’arte, genera inevitabilmente un po’ di frustrazione. La mia idea è di ridurre al minimo questa sensazione, trasmettendo allo stesso tempo una certa esigenza agli allievi, in modo da renderli sempre più autonomi nel lavoro con lo strumento.
Hai una chitarra preferita?
Dipende dai periodi. Mi piacciono le chitarre con personalità, non sono molto fan dei coltellini svizzeri. In questo momento suono molto la mia Strat dal carattere Texas blues, ho anche una Les Paul a casa e penso di acquistare presto una Tele con tastiera in acero.
Quali sono i tuoi cinque album preferiti?
Appetite For Destruction (Guns N’ Roses)
Revelator (Tedeschi Trucks Band)
Performing This Week… live @ Ronnie Scott’s (Jeff Beck)
Hand Jive (John Scofield)
74 Miles Away (Cannonball Adderley)

