Esattamente 50 anni fa, un ascolto decisivo avrebbe trasformato per sempre la storia dei Fleetwood Mac. Mick Fleetwood ricorda quel momento chiave, tra colpi del destino, magia musicale e la nascita di una formazione leggendaria.
« Magico allora, magico oggi », scrive Mick Fleetwood in un commosso messaggio su Instagram. Cinquant’anni dopo l’uscita dell’album eponimo Fleetwood Mac, il batterista torna su una svolta fondamentale nella vita del gruppo: l’arrivo di Lindsey Buckingham e Stevie Nicks.
Tutto comincia con un fallimento. Nel 1973, il duo Buckingham Nicks pubblica un album che passa inosservato, abbandonato dalla loro etichetta Polydor. Stevie Nicks si arrangia allora con lavoretti per sopravvivere, in particolare al ristorante Clementine’s a Beverly Hills. Ma il loro destino cambia quando il produttore, Keith Olsen, fa ascoltare a Mick Fleetwood una canzone del duo: “Frozen Love”.
Il batterista ne rimane affascinato. E quando Bob Welch lascia i Fleetwood Mac, la sera di Capodanno del 1974, decide di far entrare la coppia nel gruppo. « Mi sono detta: “Va bene, non guarderò mai più un’altra etichetta di prezzo” », ricorderà Nicks molti anni dopo.
L’11 luglio 1975 esce l’album Fleetwood Mac, trainato da brani diventati cult come “Monday Morning” o “Rhiannon”. Per Mick Fleetwood, la magia scatta all’istante: « Il matrimonio di Stevie e Lindsey, il loro ingresso nella band proprio in quel momento, tutto è racchiuso nella canzone. Era magico allora, è magico oggi. Che emozione. Amen. »

Questa formazione storica terrà il suo ultimo concerto completo nel 2017. Dopo una breve apparizione nel 2018, il gruppo si scioglie di nuovo, Buckingham viene allontanato, sostituito da Mike Campbell (Tom Petty) e Neil Finn (Crowded House). La morte di Christine McVie nel 2022 sembra segnare la fine definitiva dell’avventura, Stevie Nicks avendo escluso qualsiasi reunion senza la sua “soulmate musicale”.
Ma per Mick Fleetwood una cosa resta intatta: la magia. Quella che è scattata un giorno, all’ascolto di un brano dimenticato, e che ha scritto una delle più belle pagine del rock.

