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Novità

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Testimonianze: con quale frequenza bisogna cambiare il bocchino di sax o di clarinetto?

Se la domanda è pertinente, non è per questo meno complessa da poter ricevere una risposta netta e definitiva. Infatti, non esiste una sola risposta ma diverse risposte, che dipendono dall’uso che si fa del proprio strumento, dal suono che si desidera ottenere e, semplicemente, dalle proprie abitudini di apprendimento. Per vederci più chiaro, ci siamo rivolti a professionisti e li abbiamo interrogati sul loro strumento e su questo aspetto specifico, tra cui Florent Abadie, docente di sassofono al CRR di Nantes. Abbiamo anche raccolto le testimonianze di diversi jazzisti contemporanei, come Christophe Panzani, Laurent Bardainne e Thomas de Pourquery.

Testimonianza di un insegnante

Florent Abadie

Qual è il suo percorso musicale?

Florent Abadie: Ho iniziato il sassofono all’età di dieci anni al Conservatorio di Tarbes. Dopo un bac A Musica, ho proseguito gli studi all’Università Toulouse II Le Mirail, dove ho conseguito una laurea in Musicologia.
Parallelamente agli studi e grazie agli incontri, ho iniziato a suonare in orchestre rock, varietà, rhythm and blues e altro. Lì ho conosciuto ottimi musicisti con cui abbiamo iniziato a fare jazz, poi free jazz e musiche improvvisate. Questo gusto mi è venuto dallo studio e dalla pratica della musica detta contemporanea, con i diversi modi di emissione propri del sassofono che desideravo esplorare nell’improvvisazione.
Successivamente sono entrato al Conservatorio di Bordeaux, nella classe di Jean-Marie Londeix, che mi ha profondamente segnato per la sua qualità dell’insegnamento, la sua inflessibilità, il suo impegno assoluto per lo strumento, la sua incredibile padronanza del repertorio classico e contemporaneo e, naturalmente, la sua prestigiosa carriera internazionale.

Dopo aver ottenuto un Primo premio di sassofono, di musica da camera e di lettura a prima vista, sono entrato al Conservatorio di Boulogne-Billancourt nella classe di Jean-Michel Goury, dove ho ottenuto un altro Primo premio di sassofono. Attualmente insegno al CRR (Conservatoire à Rayonnement Régional) di Nantes insieme al collega Nicolas Herrouet.
Mi è sempre sembrato evidente che non avrei potuto suonare un solo tipo di repertorio, tanto questo strumento è ricco e variegato. Inoltre, da una decina d’anni pratico anche la musica dei Balcani con la fanfara Le Spectre d’Ottokar, e siamo andati più volte in Serbia a Guča e in Macedonia a Kočani per imparare il repertorio e le tecniche specifiche dei loro modi di suonare, trasmessi in maniera orale e senza spartiti, presso musicisti eccezionali.

Da quanto tempo insegna il sassofono?

Insegno dall’età di 17 anni, quindi ormai da quasi 35 anni!

Qual è il livello e l’età dei suoi studenti?

Ho principianti fino al ciclo III breve: CEM (Certificato di studi musicali) o CFEM (Certificato di fine studi musicali). In pratica allievi dai 7 ai 19 anni.

Cosa consiglia ai suoi allievi sulla necessità di cambiare il bocchino del sax e con quale frequenza?

Innanzitutto, il bocchino è solo un “utensile”, un’interfaccia tra il musicista e lo strumento. Anche se contribuisce, non è il bocchino a fare il “suono” del musicista: è l’esecutore stesso.
Per quanto riguarda la frequenza del cambio, tutto dipende dal livello dell’esecutore e dal repertorio. Se è comune per un jazzista professionista suonare con bocchini vecchi per molto tempo (una gran parte, se non tutta la vita!), un sassofonista classico con attività concertistica dovrà cambiare bocchino più regolarmente, in genere ogni due-cinque anni, e forse anche meno per alcuni.

Per quanto riguarda gli studenti, a partire da un certo livello, diciamo un ciclo III di conservatorio, è consigliato cambiare bocchino ogni cinque-dieci anni, in base allo stato del materiale e alla pratica strumentale. Per i principianti, nei primi anni e appena possibile dopo l’acquisto dello strumento, diventa necessario investire in un buon bocchino “classico” tipo Selmer o Vandoren.
Per tutti i musicisti che suonano altri stili (jazz, rock, musiche attuali, tradizionali, ecc.), la questione è diversa. Poiché c’è molta scelta e diversità tra marche e modelli, spesso il cambio avviene non perché il bocchino sia usurato (“scarico”, “svuotato”, “cavo”…) ma per desiderio di cambiare timbro in base al proprio stile, oppure per essere più a proprio agio nell’esecuzione.

Quali sarebbero, secondo lei, le conseguenze a non cambiare regolarmente bocchino?

Se non è ben manutenuto, con una pulizia sistematica dopo l’uso mediante panno morbido pulito che non lasci pelucchi, il bocchino rischia di rovinarsi e usurarsi più rapidamente, senza parlare dell’aspetto igienico: herpes, afte, micosi del cavo orale… Si consiglia di pulire almeno una volta al mese i bocchini, con alcol a 70° o con acqua saponata sempre fredda, soprattutto per i bocchini in ebanite, una plastica indurita con aggiunta di zolfo, altrimenti “ingialliscono/ingverdiscono”.
Il calcare dovuto alla saliva contribuisce inoltre alla modifica della forma del bocchino, causando una alterazione delle sensazioni di gioco.
Infine, se lo sfregamento ancia/legatura non sembra avere grandi ripercussioni sull’invecchiamento precoce del bocchino, è possibile che la struttura stessa del bocchino si modifichi leggermente nel tempo, a causa dei cambiamenti di temperatura che possono comportare sensazioni diverse sia nell’emissione del suono sia nel timbro. Tutti questi motivi implicano la necessità di cambiare bocchino con maggiore regolarità.

Testimonianze di artisti

Christophe Panzani

Da quanto tempo suoni il sassofono?

Christophe Panzani: Da molto, dall’età di sei o sette anni.

Qual è il tuo rapporto con lo strumento? Ne possiedi diversi?

È con lui che ho passato più tempo e alla fine si crea un legame! Sì, ho diversi sassofoni. Suono soprattutto il tenore, ne ho due. Uno che uso sempre e uno su cui lavoro soprattutto a casa. E ho un soprano e un alto (il mio primo sax) che suono molto raramente.

E per i bocchini? Ne hai diversi a seconda degli stili di gioco?

Ho diversi bocchini, ma è come una traccia del percorso. Ho conservato praticamente tutti i miei bocchini, ma una volta che passo a un nuovo bocchino non torno mai indietro. Non per scelta, semplicemente perché non ci riesco.
Ho la sensazione di cambiare per avvicinarmi a qualcosa di non falsato, contro cui non devo lottare per andare dove voglio, e non un bocchino che mi costringe e mi limita.
Un bocchino che mi lasci libero e che sia fedele, cioè con cui la sensazione resti la stessa, quindi uguale e costante.

Preferisci i cosiddetti bocchini “vintage” già utilizzati, i bocchini in materiali compositi o i bocchini tradizionali nuovi in ebanite?

Definitivamente bocchini nuovi. All’inizio ho usato bocchini in ebanite, poi molto tempo fa bocchini in metallo. Poi ho suonato a lungo con bocchini in legno e di recente sono passato al mio ultimo bocchino, nuovamente in ebonite.

Con quale frequenza cambi bocchino per sentirti a tuo agio sullo strumento?

Definitivamente bocchini nuovi. All’inizio ho usato bocchini in ebanite, poi molto tempo fa bocchini in metallo. Poi ho suonato a lungo con bocchini in legno e di recente sono passato al mio ultimo bocchino, nuovamente in ebonite.

Quali sarebbero, per te, gli svantaggi a non cambiare bocchino?

Penso semplicemente all’abitudine. Ho la sensazione che l’abitudine sia un comfort pericoloso. Abituarsi troppo probabilmente imprigiona. E ho l’impressione che il cambiamento mantenga vigili per, ad esempio, cercare altri modi di suonare, altre sonorità, un altro comfort… Quindi immagino che presto sentirò la necessità di provare altre cose!

Christophe Panzani Quintet / Quatuor Voce / Arte Combo

ChristophePanzani.com


Laurent Bardainne 

© Agnès Dherbeys

Che tipo di bocchino utilizzi?

Laurent Bardainne: Ho un vecchio Otto Link degli anni ’70 che funziona molto bene. Ho provato bocchini stampati in 3D su misura. Li ho testati in concerto ma sono tornato rapidamente al primo amore. Ne provo regolarmente di nuovi ma, anche in questo caso, torno presto ai primi amori.

Laurent Bardainne & Tigre d’Eau Douce

Facebook: @Laurentbardainnetigredeaudouce


Thomas de Pourquery

© Alexandre Lacombe

Cambi regolarmente bocchino?

Thomas de Pourquery: Suono lo stesso bocchino da vent’anni, quindi non proprio!

Thomas de Pourquery & Supersonic

Facebook: @thomasdepourquerypage


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