
- Lo strumento indispensabile: un accordatore cromatico a clip, perché in Open G tre corde si abbassano di un tono e le note gravi allentate si percepiscono male ad orecchio
- La fase critica: arrivare alla nota target scendendo, mai salendo, altrimenti l’accordatura si sballa al primo accordo suonato
- L’errore da evitare: mantenere una tensione troppo leggera. Le corde diventano molli e friggono sui primi tasti
- Il risultato atteso: le sei corde a vuoto, suonate insieme, suonano un Sol maggiore giusto e senza battimenti

Hai provato a seguire un pezzo degli Stones con accordatura standard e niente suona giusto? È normale, il riff non è scritto in questa configurazione. Gran parte del repertorio rock e blues con bottleneck passa per l’accordatura in Open G, dove le sei corde a vuoto formano già un accordo di Sol maggiore. Ciò che richiede un barrè altrove qui si suona con un solo dito, e lo slide appoggiato piatto sul manico suona giusto. Il cambio riguarda solo tre corde su sei e richiede dieci minuti. Questo tutorial ti guida passo passo: la discesa corda per corda, la verifica ad orecchio, i primi riferimenti per suonare e il ritorno all’accordatura standard. Vale per una folk come per una elettrica.
Cosa cambia l’accordatura in Open G, corda per corda

Un’accordatura aperta è un’accordatura in cui le corde a vuoto formano già un accordo completo. In standard, la tua chitarra è accordata Mi-La-Re-Sol-Si-Mi dalla più grave alla più acuta, e suonare a vuoto dà un miscuglio di note. In Open G, diventa Re-Sol-Re-Sol-Si-Re: solo tre note diverse, Re, Sol e Si, cioè le tre note di un accordo di Sol maggiore.
- 6a corda (grave): Mi diventa Re, un tono più basso
- 5a corda: La diventa Sol, un tono più basso
- 4a corda: Re, non cambia
- 3a corda: Sol, non cambia
- 2a corda: Si, non cambia
- 1a corda (acuta): Mi diventa Re, un tono più basso
Ricorda la logica più che la lista: le tre corde che cambiano incorniciano il gioco, le due più gravi e la più acuta, e tutte scendono di un tono. Il trio centrale resta intatto, è questo che rende la procedura così veloce.
Prima di iniziare: materiale e livello richiesti
Livello principiante accettato. Se sai cambiare un set di corde, sai fare questo. L’unica vera insidia è lavorare ad orecchio su note gravi allentate: una corda Mi abbassata a Re perde tensione, il suono diventa confuso, e un accordatore di supporto si disconnette o mostra un’ottava sbagliata.
- Un accordatore cromatico a clip, che legge le note per vibrazione del manico e ignora il rumore ambientale
- Un set di corde in buono stato: con corde usurate, l’accordatura aperta non reggerà tre pezzi
- Eventualmente un calibro un po’ più alto, da scegliere tra i set di corde acustiche o il loro equivalente elettrico
- Un bottleneck se pensi di iniziare subito a suonare con lo slide, è l’uso principale di questa accordatura
- Un capotasto per trasporre l’Open G in un’altra tonalità senza riaccordare tutto
Il PolyTune Clip copre i tre momenti del tutorial con un solo accessorio. La modalità cromatica, precisa a +/- 0,5 cent, serve per la discesa corda per corda. La modalità polifonica legge le sei corde in una sola volta, che è esattamente il gesto di verifica dell’accordo di Sol. Lo stroboscopico, preciso a +/- 0,02 cent, affina prima di registrare. Lo schermo si orienta automaticamente e resta leggibile anche quando l’accordatore è agganciato dietro la paletta.
Punti di forza
- Modalità polifonica: le sei corde lette tutte insieme, il controllo dell’accordo si fa con un solo colpo
- Precisione di +/- 0,5 cent in cromatico, +/- 0,02 cent in stroboscopico
- Schermo adattivo ultra-luminoso con orientamento automatico, leggibile dietro la paletta
- Modalità trasposte verso il basso e compatibilità con capotasto, utili in accordatura aperta
Punti deboli
- Tre modalità da conoscere per sfruttare l’accordatore, finché non impari quale serve in quale momento
- Annunciato per chitarra elettrica e acustica
Keith Richards suona l’Open G a cinque corde: elimina semplicemente la 6a, ritenuta troppo molle, e mantiene Sol-Re-Sol-Si-Re. L’idea gli viene dal banjo a cinque corde, accordato sulle stesse note. Honky Tonk Women, Brown Sugar e Start Me Up nascono tutte da questa accordatura.
Fase 1: abbassare le tre corde nell’ordine giusto
Aggancia l’accordatore alla paletta, mettilo in modalità cromatica e procedi in questo ordine. Iniziare dalle corde gravi lascia al manico il tempo di rilassarsi gradualmente invece di subire tutta la variazione di tensione in una volta.
- 6a corda: allenta finché leggi Re. L’accordatore passerà per Re♯ (o Mi♭, è la stessa nota), non fermarti lì
- 5a corda: allenta finché Sol, passando per Sol♯
- 1a corda: allenta finché Re, è la più sottile del set, vai con calma
- Ritorna una volta su tutte e sei le corde, comprese quelle che non hai toccato: si saranno spostate
Abbassa volontariamente di qualche centesimo sotto la nota target, poi risali tendendo finché non suona giusto. Questo gesto mette in tensione la meccanica e blocca il set in asse: senza di esso, il primo accordo suonato forte fa scendere la nota.
Vuoi controllare senza collegare nulla? La 6a corda a vuoto deve suonare esattamente un’ottava sotto la 4a corda a vuoto, e la 5a un’ottava sotto la 3a. Suona l’armonico al 12° tasto della corda grave e confrontalo con la corda a vuoto corrispondente: quando il battito scompare, sei a posto.
Fase 2: controllare l’accordatura in Open G ad orecchio

L’accordatore dà note giuste una per una, ma un accordo aperto si giudica nel complesso. Gratta le sei corde a vuoto, dolcemente, con il plettro o con il pollice. Devi sentire un Sol maggiore stabile, senza quel battito regolare che tradisce due note separate di qualche centesimo.
- Un battito lento e pulsato sulle note basse: la 6a o la 5a corda è leggermente alta, abbassala
- Un acuto che punge sopra l’accordo: la 1a corda è troppo tesa, deve fondersi nel Re delle corde basse
- Un accordo giusto a vuoto ma stonato dal 5° tasto in poi: è l’intonazione che non va, non l’accordatura
Finché il Sol a vuoto non suona pieno, inutile iniziare un pezzo: il problema non viene dal tuo modo di suonare.
Fase 3: stabilizzare l’accordatura
Una chitarra che ha appena perso l’equivalente di tre toni di tensione si muove per una buona mezz’ora. Il manico si raddrizza leggermente, il ponte segue, e le corde si sistemano nelle selle. Allunga ogni corda allentata tirandola verso l’alto per cinque centimetri a metà manico, poi riaccorda. Due o tre passaggi bastano.
Su una acustica, la perdita di tensione si sente subito: il suono diventa più morbido e le corde possono arricciarsi sui primi tasti. È normale, e reversibile. Su una elettrica con vibrato flottante, tipo Floyd Rose o ponte di Stratocaster regolato in equilibrio, il movimento è più fastidioso: il ponte si sposta indietro e falsifica tutto il suono. In questo caso devi bloccare il vibrato, o dedicare una chitarra a questa accordatura.
Se resti in Open G per più di qualche giorno, monta un calibro superiore: .012 a .054 su una folk, .011 a .049 su una elettrica. Ritrovi la tensione persa, l’attacco torna deciso, e lo slide si aggancia invece di sbattere sui tasti. I set di corde per chitarra esistono in tutti questi calibri.
Fase 4: suonare in Open G, i riferimenti utili subito
Il grande vantaggio di questa accordatura è che un solo dito barrato produce un accordo maggiore completo. Barra le sei corde a un tasto e ottieni l’accordo maggiore corrispondente. I riferimenti base in Sol:
- Corde a vuoto: Sol maggiore
- Barrato al 5° tasto: Do maggiore, il IV della tonalità
- Barrato al 7° tasto: Re maggiore, il V
- Barrato al 12° tasto: Sol maggiore un’ottava sopra
Con queste tre posizioni copri già l’essenziale del repertorio blues e rock in Sol. Il movimento tipico consiste nel barrare, poi posare un dito due tasti più su sulla 4a e 3a corda: è il cambio ritmico che si sente nei pezzi degli Stones. Con il bottleneck, posiziona il tubo sopra il tasto, non dietro, e attacca al 12° tasto: le sei corde suonano giuste con un solo gesto.
Il Bottleneck Blues Heavy Small di Jim Dunlop è in vetro, formato piccolo. Il suo peso dà risonanza e sustain naturale, cosa che conta in Open G dove le corde a vuoto continuano a suonare sotto la nota tenuta con lo slide. Il formato piccolo facilita il controllo sui micro-scivolamenti e i vibrati, i gesti che lavori per primi quando posi il tubo al 12° tasto.
Punti di forza
- Vetro trasparente, con attacco denso e grana blues che lo accompagnano
- Il peso apporta una risonanza generosa e un sustain naturale
- Formato piccolo: controllo facilitato sui micro-scivolamenti e i vibrati
Punti deboli
- Il formato piccolo è una scelta di controllo: da tenere a mente se punti soprattutto ad accordi tenuti sulle sei corde
Riparazioni: gli errori frequenti
- L’accordatore mostra Re♯ o Sol♯ e la nota sale: stai girando la meccanica nel verso sbagliato. Controlla il senso di avvolgimento prima di forzare
- Le corde friggono: la tensione è troppo bassa per la tua action. Monta un calibro superiore, o alza leggermente l’action
- L’accordatura scappa dopo due pezzi: corde poco stirate, o corde nuove che non hanno finito di sistemarsi. Rifai un giro di stiratura
- Gli accordi barrati suonano stonati oltre il 7° tasto: l’intonazione va regolata al ponte per questo calibro e questa tensione
- Il capotasto sbilancia l’accordo: stringilo meno, un capo troppo stretto tira le corde verso l’alto e alza le note
Tornare all’accordatura standard
Stessa logica, al contrario, con una precauzione: questa volta risali tre corde di un tono. Fallo progressivamente, alternando 6a, 5a e 1a corda a piccoli passi, invece di salire una corda tutta d’un colpo fino alla nota. La 1a corda è quella che si rompe: in accordatura standard lavora già vicino al limite di rottura. Anche qui, passa di nuovo sulle sei corde una volta finito il rialzo, il tempo che il manico ritrovi la sua curvatura abituale.
Ora sai come mettere la tua chitarra in Open G, controllare il risultato con l’accordatore e ad orecchio, stabilizzarla e tornare indietro senza rotture. Il riflesso si installa in fretta: dopo qualche andata e ritorno, la procedura dura due minuti e si fa all’ottava, senza collegare nulla. Il modo migliore per mantenere questo è tenere l’Open G su una chitarra dedicata, con un calibro adatto, e lavorare regolarmente lo slide su quella.

