
- L’accordatura standard del banjo a 5 corde è il Sol-Re-Sol-Si-Re (accordatura « Open G »).
- Un accordatore a clip resta lo strumento più affidabile per iniziare, molto più preciso dell’orecchio da solo.
- La chanterelle (5ª corda corta) è quella che si dimentica più spesso: non saltarla.
- Un banjo che si scorda in fretta non è necessariamente difettoso: corde nuove, capotasto o ponticello mal regolati sono le cause più frequenti.
Seguiamo parecchi principianti al banjo, e l’accordatura resta il momento in cui la maggior parte perde la pazienza per prima. Normale: non è una chitarra, la 5ª corda non segue le altre, e l’orecchio impiega un po’ ad abituarsi al suo timbro chiaro e incisivo. Buona notizia: una volta capita la logica, bastano due minuti cronometrati.
In questo tutorial vedremo come accordare un banjo a 5 corde in Open G (l’accordatura standard, usata sia nel bluegrass che nel clawhammer), a orecchio e con un accordatore elettronico. Vedrai anche come verificare che l’accordatura tenga, e cosa fare quando una corda si rifiuta di stabilizzarsi. Ti serve solo il tuo banjo, un po’ di tempo, e se possibile un accordatore a clip a portata di mano.
Prima di iniziare
Non serve un armamentario impressionante per accordare correttamente il tuo banjo. Ecco cosa ti sarà utile:
- Un accordatore a clip o un accordatore a pinza: si fissa sulla paletta e capta le vibrazioni direttamente, senza microfono. Ideale in un ambiente rumoroso. Scopri la selezione di accordatori per chitarre e banjo.

- Un set di corde di ricambio specifiche per banjo (non sono intercambiabili con le corde per chitarra): trovale tra le corde per banjo.
- Un diapason se preferisci imparare ad accordare a orecchio fin da subito.

- Un cacciavite o una chiave adatta se il tuo banjo ha meccaniche a vite (le meccaniche planetarie « Planetary » o a ingranaggi « Geared » si regolano direttamente a mano).
Livello richiesto: nessun prerequisito. Questo tutorial è rivolto a chiunque abbia appena ricevuto il proprio primo banjo a 5 corde (il modello più diffuso, in particolare nel bluegrass) e non abbia mai girato una chiave di meccanica in vita sua.
Capire l’accordatura standard del banjo

Su un banjo a 5 corde, l’accordatura più comune si chiama Open G (accordatura aperta di Sol maggiore). Partendo dalla corda più grave (la 4ª, la più spessa) verso quella più acuta, si ottiene: Re, Sol, Si, Re. E la 5ª corda, la famosa « chanterelle » più corta che parte dal centro del manico, suona un Sol acuto, più alto di tutte le altre.
- 4ª corda (la più grave): Re
- 3ª corda: Sol
- 2ª corda: Si
- 1ª corda (la più acuta delle quattro lunghe): Re
- 5ª corda (chanterelle, corta): Sol acuto
Si chiama « aperta » perché pizzicando le cinque corde a vuoto (senza premere alcun dito), ottieni direttamente un accordo di Sol maggiore. Questo è ciò che rende il banjo così sorprendente fin dalle prime settimane: appoggiare un barré con un dito su tutta la tastiera (come un capotasto umano) basta a cambiare accordo.
Su alcuni spartiti o tablature troverai la notazione anglosassone: l’Open G si scrive gDGBD (la g minuscola per la chanterelle acuta). Se vedi questa sequenza di lettere in un tutorial in inglese, è esattamente l’accordatura appena descritta.
Passo 1: accordare con un accordatore a clip
È il metodo più affidabile per iniziare, e onestamente, quello che uso io stesso prima di ogni prova.
- Fissa l’accordatore sulla paletta, nel punto in cui le vibrazioni sono più nitide (spesso appena dietro il capotasto).
- Suona la 4ª corda (la più spessa) e guarda lo schermo: l’accordatore ti indica la nota rilevata e se sei troppo basso (flat) o troppo alto (sharp). Gira la meccanica delicatamente fino a ottenere un Re perfettamente centrato.
- Ripeti l’operazione per la 3ª corda (Sol), la 2ª (Si) e la 1ª (Re acuto), nell’ordine, senza saltare passaggi.
- Termina con la 5ª corda, la chanterelle. La sua meccanica si trova sul lato del manico, verso il 5° tasto: punta a un Sol acuto, un’ottava sopra la 3ª corda.
- Gira sempre nello stesso senso salendo verso la nota, mai scendendo come ultimo movimento: questo evita che la corda si abbassi leggermente una volta stabilizzata la tensione al capotasto.
Gira le meccaniche a piccoli quarti di giro. Una corda di banjo (soprattutto in acciaio sottile) sale in fretta di tensione: un gesto troppo brusco e rischi di rompere la corda o di superare abbondantemente la nota desiderata.
Passo 2: accordare a orecchio (senza accordatore)

Utile in caso di emergenza, o semplicemente per allenare il tuo orecchio musicale nel tempo. Il metodo si basa sugli armonici e le note sulla tastiera, a condizione che una delle cinque corde sia già correttamente accordata (usa un diapason o un’app se necessario come primo riferimento).
- Appoggia il dito sulla 4ª corda al 5° tasto: questa nota deve suonare identica alla 3ª corda suonata a vuoto. Regola la 3ª corda finché i due suoni non si confondono.
- Appoggia il dito sulla 3ª corda al 4° tasto: deve corrispondere alla 2ª corda a vuoto.
- Appoggia il dito sulla 2ª corda al 3° tasto: deve corrispondere alla 1ª corda a vuoto.
- Per la 5ª corda, confrontala con la 3ª corda suonata al 12° tasto (un’ottava più bassa): le due note devono coincidere perfettamente.
Questo metodo richiede un po’ di pratica per sentire bene i battimenti (quel leggero « uau-uau » che indica uno scordamento), ma è un ottimo esercizio d’orecchio nel lungo periodo.
Accorda sempre con calma, banjo appoggiato sulle ginocchia, schiena dritta. Il suono del banjo è incisivo e può disturbare la tua percezione se suoni troppo forte mentre ascolti: pizzica le corde con decisione, ma lasciale risuonare senza soffocarle.
Verificare il risultato
Una volta accordate le cinque corde, suona un accordo aperto completo (le cinque corde a vuoto). Il risultato deve suonare chiaro, senza battimenti né tremolii nel suono. Se una corda « batte » contro un’altra, riprendila singolarmente con l’accordatore: capita spesso che una meccanica si muova leggermente mentre ne regoli un’altra, soprattutto su un banjo nuovo.
Un piccolo gesto utile: dopo l’accordatura, stira delicatamente ogni corda tirandola perpendicolarmente alla tastiera (senza forzare), poi riaccorda. Questo gesto stabilizza le corde nuove molto più in fretta rispetto ad aspettare che si distendano da sole nel corso delle sessioni.
Le accordature alternative da conoscere

Una volta padroneggiato l’Open G, incontrerai presto altre accordature usate nel repertorio tradizionale e nel bluegrass:
- Double C (gCGCD): molto usata nel clawhammer, si abbassa semplicemente la 1ª corda di un tono rispetto all’Open G.
- Open D (aDF#AD): richiede di alzare la chanterelle e regolare le altre corde, apprezzata per il suo lato modale e malinconico.
- Sawmill / Mountain Modal (gDGCD): tipica del vecchio repertorio appalachiano, molto riconoscibile a orecchio.
Niente panico se questi nomi ti sembrano oscuri per ora: resta sull’Open G finché non padroneggi ancora l’accordatura standard. Le accordature alternative arriveranno naturalmente con la pratica, spesso guidate da un brano preciso che vorrai riprodurre.
Risoluzione dei problemi: errori frequenti
Il mio banjo si scorda in pochi minuti. È normale con corde nuove: metti in conto diverse sessioni prima che si stabilizzino completamente. Se il problema persiste oltre una settimana, controlla il capotasto (il piccolo pezzo che guida le corde in cima al manico): una scanalatura troppo stretta blocca la corda e la fa scattare in tensione a scatti invece di scorrere liberamente.
Una corda scricchiola o « schiocca » mentre giri la meccanica. Il punto di attrito si trova quasi sempre al capotasto o al ponticello (il pezzo mobile appoggiato sulla pelle, che trasmette le vibrazioni). Un po’ di grafite di matita depositata nelle scanalature basta di solito a risolvere il problema.
L’accordatore non riesce a rilevare la nota. Verifica che la modalità sia impostata su « cromatico » e non su una modalità dedicata a chitarra/basso, che può falsare la lettura delle corde acute del banjo, in particolare la 5ª corda.
Se cambi regolarmente accordatura (Open G, Double C, Open D…), un capotasto mobile adatto al banjo può semplificarti la vita su certi brani, evitando di ritendere tutte le corde a ogni cambio di tonalità.
In sintesi
Ecco fatto, ora sai accordare il tuo banjo in Open G, con l’accordatore e a orecchio, e hai i riflessi giusti per capire da dove viene il problema quando una corda non ne vuole sapere. Ripeti l’operazione prima di ogni sessione: più ti eserciti, più l’orecchio diventa veloce, e un giorno accorderai il tuo banjo senza nemmeno pensarci, tra un brano e l’altro. Il passo successivo è suonare i primi accordi su questo Open G appena regolato, per poi esplorare le accordature alternative quando ne sentirai il desiderio.

