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U 47 FET Bon Scott Edition: Neumann rende omaggio alla voce degli AC/DC

Cosa bisogna ricordare
  • Il Neumann U 47 FET Bon Scott Edition è una serie limitata a 300 esemplari numerati, in omaggio al cantante degli AC/DC.
  • Riprende l’U 47 FET originale, il microfono che ha catturato la voce di Bon Scott sui primi album del gruppo, tra cui Let There Be Rock.
  • Finitura nero opaco, firma incisa, cofanetto in legno e libretto con un’intervista al produttore Harry Vanda.
  • Parte dei ricavi viene devoluta all’associazione benefica Support Act Australia.

Ne abbiamo viste passare parecchie di serie limitate nel mondo dell’audio, ma solo una manciata possiede un legame musicale e storico così forte. Si tratta del microfono a condensatore che ha catturato la voce roca di Bon Scott sui primi grandi album degli AC/DC, oggi riproposto in 300 esemplari numerati. Questa edizione merita di soffermarsi su due storie parallele: quella di un microfono leggendario pensato per reggere il rock più aggressivo, e quella di un cantante diventato mito prima ancora dei suoi 34 anni. Cominciamo subito dal microfono in sé.

300 esemplari, una capsula K 47 e un cofanetto nero

Prima di risalire alle sue origini, ecco il Neumann U 47 FET Bon Scott Edition così come si presenta oggi: un microfono a condensatore a grande diaframma, in serie strettamente limitata, pensato per reggere i livelli sonori più elevati senza perdere in precisione.

Plus qu'un habillage collector, ce micro est celui qui a réellement suivi Bon Scott en studio : une réédition en 300 exemplaires numérotés, finition noire mate et signature gravée sur le corps.

Il vient dans un coffret en bois noir, avec un livret incluant une interview inédite du producteur Harry Vanda. Une partie de chaque vente est reversée à Support Act Australia, qui vient en aide aux professionnels de la musique en difficulté.

Scheda tecnica – Neumann U 47 FET Bon Scott Edition

TipoMicrofono a condensatore Grande diaframma Edizione limitata
CapsulaK 47, direttività cardioide
Risposta in frequenza20 Hz – 16.000 Hz
Sensibilità8 mV/Pa a 1 kHz (–42 dBV ± 1 dB)
Impedenza nominale150 ohm
Rumore equivalente18 dB-A
SPL massimo137 dB (0,5% THD) · 147 dB con pad –10 dB
Alimentazione48 V phantom (P48, IEC 61938)
ConnettoreXLR 3 pin
Peso / Dimensioni710 g · Ø 63 mm / lunghezza 160 mm
Serie limitata300 esemplari numerati, finitura nero opaco, firma di Bon Scott incisa
Accessori inclusiCofanetto in legno nero · libretto con intervista a Harry Vanda · Quick Guide · Safety Guide
Verdetto
Punti di forza
  • Capsula K 47 leggendaria, tagliata su misura per il rock e le voci potenti
  • SPL max molto elevato, adatto agli ampli spinti al massimo
  • Oggetto da collezione con numerazione individuale
  • Forte carica simbolica per i fan degli AC/DC e di Bon Scott
Da considerare
  • Tiratura limitata a 300 pezzi, disponibilità ridotta
  • Budget nettamente superiore a un U 47 FET classico

La tiratura di 300 esemplari numerati trasforma questo microfono in un vero pezzo da collezione, tanto quanto in uno strumento da studio. Ogni unità porta la firma di Bon Scott incisa sul corpo e viene fornita in un cofanetto in legno nero accompagnato da un libretto con un’intervista inedita a Harry Vanda, produttore dei primi album degli AC/DC insieme a George Young. Un dettaglio che conta: parte dei ricavi della vendita viene devoluta a Support Act Australia, un’associazione che aiuta i professionisti della musica in difficoltà.

L’U 47 FET, un microfono già di culto prima dell’edizione Bon Scott

Hai appena visto la scheda tecnica: resta da capire perché Neumann abbia scelto proprio questo modello per rendere omaggio a Bon Scott. Bisogna risalire alla storia dell’U 47 originale. Uscito negli anni ’50, funzionava a valvola e offriva un calore vellutato che ne ha fatto la reputazione in studio, sia sulla voce che sugli strumenti acustici. Il problema: negli anni ’70 il rock diventa più forte, più saturo, più aggressivo, e la valvola mostra i suoi limiti di fronte a livelli di pressione sonora estremi. Nel 1972, Neumann risponde con l’U 47 FET: stessa capsula leggendaria, la K 47, ma un preamplificatore a transistor a effetto di campo (FET) che sostituisce la valvola.

Il risultato è un microfono capace di reggere livelli sonori molto più elevati, senza perdere la grana caratteristica della capsula. È esattamente ciò di cui avevano bisogno i fonici di fronte alle chitarre Marshall spinte al massimo e alle voci urlate dell’hard rock nascente.

  • Capsula K 47 a grande diaframma, direttività cardioide
  • Preamplificatore FET pensato per i livelli di pressione sonora elevati
  • SPL max di 137 dB (147 dB con l’attenuatore), più che sufficiente per una voce urlata a ridosso del microfono
  • Un suono descritto come «pericolosamente potente e sorprendentemente intimo» allo stesso tempo
Da sapere

La capsula K 47 equipaggia ancora oggi alcuni microfoni Neumann attuali: è lei a dare all’U 47 FET la sua grana particolare, a metà strada tra la dolcezza di un microfono a valvola e la robustezza di un condensatore moderno. Il ritorno di questo modello nel catalogo Neumann, nel 2014, non è un caso: la domanda degli studi rock e metal non è mai davvero sparita.

L’U 47 FET fa parte della famiglia dei microfoni a grande diaframma, accanto ad altri riferimenti Neumann come l’U87 Ai, star delle cabine voce fin dagli anni ’70. Se preferisci la grana di un microfono a valvola per sessioni più raffinate, la gamma a valvola Neumann resta un’alternativa valida a seconda dello stile catturato.

Bon Scott, la voce che ha fatto entrare gli AC/DC nella leggenda

Ronald Belford Scott, in arte Bon Scott, nasce nel 1946 in Scozia prima di emigrare giovanissimo in Australia con la famiglia. Entra negli AC/DC nel 1974 come cantante e paroliere, e non li lascerà più fino alla sua morte. La sua voce roca, il suo senso della battuta e la sua energia da bestia di palco diventano subito la firma del gruppo, accanto ai riff cesellati di Angus e Malcolm Young.

Tra il 1974 e il 1979, Bon Scott scrive e canta su sette album degli AC/DC, fino a Highway to Hell, che finalmente proietta il gruppo sulla scena internazionale. Ma è prima di allora, su album più grezzi come Let There Be Rock (1977), che la sua voce trova tutta la sua texture caratteristica, una texture che lo studio Albert di Sydney ha saputo catturare con microfoni pensati apposta.

Bon Scott muore il 19 febbraio 1980 a Londra, dopo una serata troppo alcolica, all’età di soli 33 anni. La sua scomparsa improvvisa avrebbe potuto segnare la fine degli AC/DC. Sarà infine Brian Johnson a prendere il microfono qualche mese dopo per registrare Back in Black, uno degli album più venduti nella storia del rock, un omaggio a Bon Scott tanto quanto una rinascita.

Il microfono che ha portato la voce caratteristica di Bon Scott

Secondo Harry Vanda, che produce gli AC/DC insieme a George Young su questi primi album, la scelta dell’U 47 FET non era casuale: questo microfono «sposava la sua voce nel modo migliore con le chitarre di Malcolm e Angus». Per Bon Scott non era un semplice strumento da studio, ma il filtro che ha fatto entrare la sua voce caratteristica nella storia del rock, capace di proiettare le parole oltre gli ampli Marshall spinti al massimo.

È proprio durante la registrazione del brano Let There Be Rock che resta scolpito nella storia del gruppo un aneddoto: Bon Scott canta per errore «42 decibel band» invece di «92», e l’amplificatore di Angus Young letteralmente brucia alla fine del brano. Il nastro ha continuato a girare, tanto quel momento suonava giusto, e la take è rimasta tale quale sull’album finale. È proprio questo tipo di momento, catturato senza rete, che l’U 47 FET ha immortalato.

Consiglio

Per avvicinarti a questa grana vocale tipicamente rock a casa tua, non conta solo il microfono: la distanza dalla capsula, il posizionamento rispetto all’ampli e il trattamento acustico della stanza giocano un ruolo quasi importante quanto un U 47 FET montato sull’asta.

Perché questa edizione risuona ancora oggi

A più di quarantacinque anni da Let There Be Rock, il nome di Bon Scott continua a pesare molto nella storia del rock. Associando la sua immagine a un microfono che ha realmente utilizzato, il marchio Neumann conferisce a questa edizione limitata una legittimità che poche collaborazioni artistiche possono vantare.

La collaborazione con gli aventi diritto di Bon Scott e la devoluzione di parte dei ricavi a Support Act Australia aggiungono una dimensione che va oltre il semplice oggetto da collezione.

Pro Tips

Un microfono con capsula K 47 come l’U 47 FET non è riservato solo al canto rock. La sua robustezza di fronte ai livelli elevati lo rende anche un’ottima scelta su amplificatore per chitarra o rullante, due sorgenti che generano facilmente una pressione sonora capace di saturare microfoni più fragili.

Neumann U 47 FET Bon Scott Edition: uno strumento diventato pezzo di memoria

Il Neumann U 47 FET Bon Scott Edition riesce in un’impresa rara: restare un vero strumento da studio, capace di reggere il suo posto su qualsiasi sessione vocale impegnativa, diventando allo stesso tempo un oggetto della memoria per tutti coloro che sono cresciuti con la voce di Bon Scott.

Che tu sia un collezionista, un fan degli AC/DC o semplicemente curioso di un microfono capace di reggere il rock più grezzo, l’U 47 FET Bon Scott Edition merita di essere considerato prima che tutti i 300 esemplari trovino un proprietario.

Fonti

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