
- La Black Strat è la Fender Stratocaster nera di David Gilmour, acquistata da Manny’s Music a New York nel 1970.
- Ha segnato gli album cult dei Pink Floyd: The Dark Side of the Moon, Wish You Were Here, The Wall.
- Modificata più volte (pickup, manico, elettronica), è diventata un mostro sonoro unico.
- Venduta per 3,975 milioni di dollari all’asta nel 2019, rimane una delle chitarre più iconiche del rock.
Da Woodbrass, vediamo passare appassionati di Pink Floyd che entrano in negozio con un solo obiettivo in mente: trovare la Stratocaster che suoni come quella di Gilmour. E ogni volta, la stessa conversazione si ripete. Perché la Black Strat non è solo una chitarra nera. È uno strumento modificato per cinque decenni, che ha scolpito il suono di alcuni dei più grandi album della storia del rock progressivo. Un ritorno sull’opera d’arte che ha plasmato il solo di Comfortably Numb.
Nascita di una leggenda: Manny’s Music, 1970
La storia inizia a New York, nel maggio 1970. I Pink Floyd sono in pieno tour americano quando David Gilmour si fa rubare tutta l’attrezzatura all’aeroporto JFK. Direzione Manny’s Music sulla 48a strada, il tempio dei chitarristi dell’epoca, per comprare urgentemente dell’equipaggiamento. Ne esce con una Fender Stratocaster nera del 1969, corpo in ontano, manico in acero, pickup single coil originali.
A quel momento, nulla distingue questa chitarra dalle altre Strat nere prodotte nelle linee di Fullerton. Nessun mojo particolare, nessun legno eccezionale. Solo uno strumento acquistato per necessità. Ma Gilmour passerà i successivi cinquant’anni a trasformarla in un’estensione di sé stesso. Sai quel momento in cui un musicista e uno strumento si fondono? La Black Strat è proprio questo.
La Black Strat non è la Strat originale acquistata nel 1970. Gilmour iniziò con una Strat bianca già dal 1968, poi acquistò questo modello nero specifico nel 1970. Per un periodo, le due chitarre coesistettero prima che la nera diventasse la sua principale.
Lo strumento che ha plasmato il suono dei Pink Floyd
Dal 1970 al 1985, la Black Strat è ovunque. Suona su The Dark Side of the Moon (1973), dove le sue texture cristalline scolpiscono Money e Time. È in prima linea su Wish You Were Here (1975), in particolare in quel solo monumentale di Shine On You Crazy Diamond che apre l’album. Scrive la storia su Animals (1977) con i suoi lead incisivi, e forse offre il suo momento di gloria assoluta su The Wall (1979): il solo di Comfortably Numb, considerato da molti uno dei più grandi assoli di chitarra mai registrati.
Ciò che rende questa chitarra unica è la sua capacità di passare dalla tensione nervosa alle atmosfere ambient in una frazione di secondo. Il suono Gilmour è una miscela precisa: un sustain quasi infinito, un attacco morbido e quei famosi bends che sembrano salire all’infinito. Tutto questo la Black Strat lo ha permesso grazie alle sue successive modifiche.
Le modifiche chiave nel corso degli anni
Ecco le trasformazioni principali che hanno fatto di questa Strat uno strumento unico:



- Pickguard nero dal 1973, in sostituzione del bianco originale, per un’estetica scura diventata iconica.
- Pickup humbucker DiMarzio FS-1 in posizione ponte per un periodo, prima di tornare ai single coil Fender Custom Shop firmati Seymour Duncan.
- Mini-switch aggiuntivo che permette di combinare il pickup ponte con quello manico, per suoni inediti su Strat.
- Manico in acero con tastiera in acero sostituito più volte (un manico del 1983 appare nelle registrazioni moderne).
- Vibrato Fender vintage mantenuto, ma bloccato in una posizione specifica per la stabilità dell’accordatura.
- Leva del tremolo accorciata da Gilmour stesso per un uso più preciso.
Il mini-switch aggiunto da Gilmour attiva il pickup ponte in parallelo con le altre posizioni. Sulla tua Strat puoi riprodurre questo cablaggio facilmente da un liutaio: è una delle modifiche più utili per ampliare la palette sonora di una Stratocaster senza alterare il suono originale.
Il segreto del suono Gilmour: oltre la chitarra
Se ti procuri la stessa Strat nera con gli stessi pickup, non suonerai come Gilmour. Mi dispiace rompere il mito. Il suono Gilmour è un’equazione complessa in cui la Black Strat è solo un elemento tra tanti. Gli altri ingredienti essenziali sono gli effetti, l’amplificatore e soprattutto la tecnica di esecuzione.
Per quanto riguarda gli effetti, il pedalboard di Gilmour si basa storicamente su alcuni pezzi chiave: un Big Muff Pi di Electro-Harmonix per distorsioni saturate e cantanti, un delay analogico (spesso un Binson Echorec all’epoca, poi delay moderni), e un compressore per quel sustain che è la sua firma. Senza questi pedali, la Black Strat suona come… una Strat. Con loro, diventa qualcos’altro.

L’amplificatore storico di Gilmour è il Hiwatt DR103, un combo britannico con medi molto definiti, abbinato a casse WEM o Fane. È questa combinazione che dona quella chiarezza tagliente, quella headroom monumentale che permette ai pedali di respirare senza saturare il preamplificatore.
La tecnica Gilmour: il vero segreto
E poi c’è il tocco. Gilmour piega le corde con una precisione quasi vocale, prende il suo tempo su ogni nota, lascia respirare i silenzi. La sua tecnica del vibrato lento e ampio, l’uso parsimonioso del legato, il modo in cui posiziona le note dopo il tempo: tutto questo costruisce una firma inimitabile. La Black Strat è lo strumento, non il miracolo.
Per avvicinarti al suono Gilmour senza modificare la tua chitarra, inizia curando il segnale di base: un compressore leggero all’inizio della catena, una fuzz/Big Muff a metà, un delay analogico alla fine. Suona pulito, prenditi il tuo tempo e concentrati sulla qualità dei tuoi bends più che sulla velocità.
2019: l’asta del secolo
Nel giugno 2019, David Gilmour annuncia un’asta da Christie’s a New York. Oltre 120 chitarre della sua collezione passano sotto il martello, inclusa la Black Strat. I proventi sono devoluti a ClientEarth, un’ONG ambientale. Nessuno sa a quale prezzo andrà via, ma l’attesa è enorme.
Il verdetto arriva: 3,975 milioni di dollari, spese incluse. Acquirente? Il miliardario americano Jim Irsay, proprietario degli Indianapolis Colts e collezionista riconosciuto di chitarre storiche. All’epoca, è un record assoluto per una chitarra venduta all’asta, che sarà battuto solo qualche mese dopo. La Black Strat entra in una collezione privata ma rimane regolarmente esposta al pubblico durante tour itineranti.
Come avvicinarsi oggi al suono della Black Strat

Buone notizie: non hai bisogno di 4 milioni di dollari per avvicinarti al suono di Gilmour. Fender ha prodotto due modelli signature della Black Strat. La David Gilmour Signature Stratocaster Custom Shop, fatta a mano negli Stati Uniti, riproduce fedelmente le modifiche, la finitura nera invecchiata e l’elettronica con mini-switch.
Per budget più accessibili, la Squier Classic Vibe ’70s Stratocaster o una Player Series Fender, modificate con un pickguard nero e un set di pickup vintage-style, sono già un ottimo punto di partenza. Per i pedali, punta su un Big Muff e un buon delay analogico.
L’eredità di una chitarra che ha attraversato le epoche
La Black Strat non è solo uno strumento vintage conservato in un museo. Ha plasmato generazioni di chitarristi, da John Mayer a Mark Knopfler, passando per tutti gli appassionati di rock progressivo che hanno cercato di riprodurre quel suono cristallino e quei bends infiniti. Dimostra anche qualcosa di importante: una chitarra diventa mitica perché viene suonata, modificata, trasformata dal suo proprietario, non perché esce dalla fabbrica con un prezzo elevato.
Lo stesso Gilmour l’ha detto in sostanza: la Black Strat è diventata ciò che è perché ha passato decenni a modellarla a sua immagine. Ogni solo registrato, ogni modifica apportata, ogni tour affrontato ha aggiunto uno strato alla sua identità sonora. Probabilmente è per questo che continua a affascinare, decenni dopo il suo acquisto da Manny’s. E tu, quale solo di Gilmour ti ha fatto venire voglia di prendere una Strat per la prima volta?

