
Lo sapete probabilmente già, il negozio di chitarre di Woodbrass è il posto ideale per mettere le mani su quelle chitarre da sogno che sono le Custom Shop Fender. Sono strumenti realizzati con il massimo grado di cura possibile, legni selezionati con attenzione, elettronica d’eccezione e finiture assolutamente sbalorditive, in particolare il processo “relic” che riproduce anni di usura.
La serie « Tribute » occupa un posto molto particolare nella gamma Custom Shop poiché si tratta di repliche esatte di chitarre leggendarie. Quando diciamo “esatte”, intendiamo esatte, fino al minimo graffio o alla sfumatura di sunburst che nessuno noterà ma che deve esserci comunque. Tra le chitarre leggendarie che hanno avuto questo trattamento, ci sono state l’Esquire di Jeff Beck, la Strat di Yngwie Malmsteen, quella di Stevie Ray Vaughan, la Telecaster di Andy Summers e la Strat Blackie di Eric Clapton. L’ultima arrivata è la sorella di Blackie, Brownie.
Un po’ di storia

Brownie è la prima Stratocaster acquistata da Eric Clapton nel 1967. Si tratta di un modello sunburst del 1956, e l’ha usata all’inizio della sua carriera da solista (la si vede sulla copertina del primo album), ma soprattutto nell’album di Derek And The Dominos, Layla. Non appartiene più a Clapton poiché è stata venduta all’asta nel 1999 per la modica cifra di 497.500 dollari, quasi mezzo milione quindi. A confronto, i 14.999 euro da sborsare per la replica del Custom Shop sembrano una sciocchezza. Passandoci davanti così spesso, ho deciso di provarla e vi racconto quindi le mie impressioni…
Vieni qui…

Appena la prendi in mano, succede qualcosa di magico. Innanzitutto, Brownie è molto leggera e soprattutto dà davvero l’impressione di essere una vecchia chitarra che si impugna in uno studio di altissimo livello, quel tipo di bellezza che sembra avere storie da raccontare… Diversi dettagli saltano all’occhio: il retro ben consumato con cinque molle per regolare il vibrato vicino al corpo (vedi foto sopra) e la bruciatura di sigaretta sul lato della paletta. Il lavoro del falsario è assolutamente sbalorditivo. Dall’altro lato della paletta, la firma di Todd Krause, che è il liutaio capo incaricato del progetto Brownie e che ha avuto quindi l’occasione di esaminare l’originale nei minimi dettagli.

La presa del manico è favolosa: l’usura artificiale dà davvero l’impressione di aver suonato questa chitarra per diversi anni prima, e il suo profilo sta bene in mano senza essere troppo sottile o ingombrante. Tutto questo ha un forte sentore di perfezione, e appena si pizzicano alcuni accordi a vuoto ci si rende conto della qualità della liuteria eccezionale. I legni risuonano come su una vecchia, l’equilibrio tra le corde è eccellente ed è difficile immaginare come possano rovinarlo una volta collegata…
Brownie in un amplificatore
“Beh, effettivamente non ha deluso… La Brownie è semplicemente la migliore Strat che abbia mai suonato finora, la trovo anche migliore di diverse serie L che ho avuto tra le mani, forse non ho suonato quelle veramente buone ma Brownie ha qualcosa in più… Collegata a un Fender 65 Princeton Reverb, il suono pulito è brillante, lucente, aggressivo se serve sul pickup acuto (i countrymen apprezzeranno) e fa subito venir voglia di scrivere un riff alla Wonderful Tonight. Su un Marshall JTM-1, è Hendrix che solletica le orecchie direttamente, in particolare sul pickup grave. Si ricorda allora il magnifico potenziale “grosso rock” della Strat in generale, e di questa in particolare. Per finire ci si fa una piccola panoplia “come Clapton” con il suo amplificatore signature Fender, il Tremolux che è in realtà una replica del Deluxe periodo Tweed. Il crunch che ne risulta è esattamente il suono di Clapton su Layla, quella compressione ultra musicale, quel timbro pieno e nervoso allo stesso tempo con una reattività favolosa all’attacco.”
A me, a me!
Arriva il momento di rimettere Brownie sul suo supporto, un po’ storditi, pensando di aver appena provato un vero strumento d’eccezione. Il prezzo è certamente d’eccezione anche quello, ma non sembra così folle se lo si confronta con quello di una Strat d’epoca che non sarà necessariamente migliore (dato che all’epoca la produzione di lusso da parte di maestri liutai come Krause non esisteva). Inoltre, la sua produzione in quantità molto limitata significa che non perderà valore, anzi è molto probabile che il suo valore salga tra qualche anno. Nel frattempo, se siete alla ricerca della Strat definitiva, qui dovreste trovare qualcosa che si avvicina pericolosamente…

