« It don’t mean a thing if it ain’t got that swing » (in poche parole: se non fa swing, non significa nulla), diceva già la canzone di Duke Ellington negli anni ’30. In altre parole: se non c’è groove, meglio restare a casa. Una buona canzone con un eccellente cantante è un buon inizio, ma se il batterista non regge, non diventerà mai un successo. E quando bisogna spingere un brano fino alla stratosfera delle classifiche, ci sono batteristi che centrano il bersaglio ogni volta. Questi batteristi di sessione compaiono su centinaia di album, migliaia di singoli, e hanno il raro talento di mettersi al servizio dell’artista senza rubare la scena. Per guidarti tra le parti di batteria più belle degli ultimi sessant’anni, ti proponiamo questa panoramica di venti batteristi di sessione che hanno fatto la storia. I primi dieci qui, i dieci successivi tra una settimana!

Jim Keltner
Jim Keltner è una figura così centrale della batteria che è difficile immaginare un’epoca senza di lui. Ha mosso i primi passi con Delaney & Bonnie, poi ha fatto parte dell’orchestra di Joe Cocker nel periodo d’oro, prima di diventare il batterista degli ex-Beatles suonando con Lennon, Harrison e persino Ringo! Abbiamo sentito il suo groove pigro, a metà tra binario e ternario, dietro Bob Dylan, Elvis, Crosby, Stills, Nash & Young, J.J. Cale, Elvis Costello, B.B. King e molti altri.
Da ascoltare assolutamente: Steely Dan – Josie
Setup: DW, Sabian
Vinnie Colaiuta
Frank Zappa ha avuto i più grandi batteristi del mondo alle sue spalle, e quando nel 1978 scelse Vinnie Colaiuta sapeva benissimo quello che faceva. Batterista dalle capacità tecniche stupefacenti, ha costruito un vero ponte tra jazz e rock, introducendo la complessità del bop in strutture più lineari. Ha seguito quindi Sting nel suo periodo più spigoloso, ma anche la misteriosa Joni Mitchell, oltre a Eric Clapton, Jeff Beck, Herbie Hancock e persino i Megadeth.
Da ascoltare assolutamente: Frank Zappa – Joe’s Garage
Setup: Ludwig, Paiste
Steve Gadd
Arrivato a New York con il suo trio, Gadd ha presto raggiunto i maestri della fusion Return To Forever, facendosi notare dai cantanti, musicisti e arrangiatori più esigenti, tra cui Al Di Meola e Paul Simon che gli diedero subito fiducia a metà anni ’70. Da allora Gadd ha suonato con chiunque, da Frank Sinatra a Michel Jonasz passando per Steely Dan, Bee Gees e James Taylor, tanto che sarebbe più veloce elencare con chi NON ha suonato… Il suo groove è allo stesso tempo solido, inventivo e sempre al servizio della canzone.
Da ascoltare assolutamente: Paul Simon – 50 Ways To Leave Your Lover
Setup: Yamaha, Zildjian

Dave Weckl
Weckl proviene dalla scena jazz fusion, come è evidente ascoltando il suo playing complesso, ricco di dinamiche e molto vario. Lo si sente quindi sugli album di artisti tipici del genere come Brecker Brothers, Mike Stern o Chick Corea, con cui ha suonato ininterrottamente per sette anni, ma compare anche accanto a popstar come Robert Plant, Madonna e Diana Ross.
Da ascoltare assolutamente: Mike Stern – Moroccan Roll
Setup: Yamaha, Sabian
Roger Hawkins
Roger Hawkins fa parte di quei batteristi di sessione legati a uno studio in particolare: musicisti talmente bravi che i migliori artisti sono disposti a viaggiare dall’altra parte del mondo pur di registrare con loro nel “loro” studio. Nel caso di Hawkins, si tratta del mitico studio FAME in Alabama, poi di Muscle Shoals nella stessa città. Il suo drumming, insieme teso e rilassato, accompagna i grandi della soul (Percy Sledge, Aretha Franklin, Wilson Pickett), ma anche Joe Cocker, Paul Simon, Cat Stevens e Rod Stewart.
Da ascoltare assolutamente: Wilson Pickett – Land Of 1000 Dances
Setup: Pearl
Jeff Porcaro
Jeff Porcaro è noto come membro fondatore dei Toto, band di rock FM i cui musicisti erano tutti figure imprescindibili delle session losangeline degli anni ’70 e ’80. Porcaro è uno dei batteristi più registrati della storia, e probabilmente avrebbe continuato a lungo se non fosse scomparso a 38 anni nel 1992. Il suo stile ha definito gli anni ’80 da solo, dietro artisti diversissimi come Michael Jackson, Boz Scaggs, George Benson, Miles Davis e Dire Straits.
Da ascoltare assolutamente: Michael Jackson – Beat It
Setup: Pearl, Paiste

Thomas Lang
Lang è discreto e quindi non necessariamente noto quanto altri colleghi, ma il viennese è in cima alla lista quando gli arrangiatori cercano un batterista moderno, tecnico e inimitabile. Lo troviamo con Peter Gabriel, Robert Fripp, Tina Turner, Nina Hagen e con popstar come Robbie Williams, Geri Halliwell e Boyzone. A differenza di molti session man, Lang ha anche una carriera solista e ha pubblicato diversi album piacevolmente fuori dagli schemi.
Da ascoltare assolutamente: Paul Gilbert – Vibrato
Setup: DW, Meinl
Hal Blaine
Hal Blaine faceva parte della Wrecking Crew negli anni ’60, ed è stato registrato su 40 brani arrivati al numero uno e 150 entrati nella Top 10. Tra le migliaia di dischi che hanno beneficiato del suo approccio tanto percussivo quanto laid-back, ricordiamo i Beach Boys (con il leggendario Pet Sounds), i Monkees, Nancy Sinatra, Simon & Garfunkel (il celebre colpo di “The Boxer” è suo!), Neil Diamond, Diana Ross e Cher. È stato il pilastro del celebre “wall of sound” nelle produzioni di Phil Spector.
Da ascoltare assolutamente: Elvis Presley – Can’t Help Falling In Love
Setup: Ludwig, Zildjian
Ray Cooper
A differenza della maggior parte dei batteristi in questa lista, Ray Cooper è britannico. Ha iniziato la carriera suonando nei classici di Elton John degli anni ’70 e apparendo su It’s Only Rock ’n’ Roll dei Rolling Stones. Cooper è soprattutto noto per l’enorme talento da percussionista: lo troviamo dunque a congas, gong e tamburelli dietro George Harrison ed Eric Clapton.
Da ascoltare assolutamente: Elton John – Captain Fantastic And The Brown Dirt Cowboy
Setup: Paiste
Benny Benjamin
Benjamin è la risposta di Detroit a Roger Hawkins: è stato il primo batterista della Motown, l’etichetta soul per eccellenza della fine degli anni ’50. Gli album dell’epoca non accreditavano i musicisti, e il playing travolgente di “Papa Zita” non ha mai ricevuto il riconoscimento che meritava. Si può sentire sui successi dei Temptations, di Stevie Wonder, dei Miracles e di Gladys Knight & The Pips.
Da ascoltare assolutamente: Barrett Strong – Money (That’s What I Want)
Setup: Ludwig, Slingerland, Gretsch


