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Novità NAMM 2026: tutti gli annunci da non perdere

📌 Cosa ricordare

  • Il NAMM 2026 si tiene ad Anaheim dal 20 al 24 gennaio 2026, con un ulteriore passo avanti nell’innovazione musicale
  • Tendenza forte: macchine più autonome (standalone) e workflow più rapidi (schermi, controlli dedicati, streaming/USB-C).
  • La maggior parte delle novità punta al live: accesso diretto ai parametri, controlli dedicati e integrazione più semplice in un setup (USB-C, MIDI, CV, Wi-Fi).
  • Per scegliere bene, pensa all’utilizzo: mobilità (formato/peso), connettività (ingressi/uscite) e livello di controllo (pad, fader, schermi, effetti).

Ogni gennaio, il NAMM detta il ritmo: annunci a sorpresa, versioni MK2 che non ci si aspettava più e nuove macchine pensate per creare più velocemente. Per l’edizione 2026 ad Anaheim, la direzione è chiara: tante novità «pronte da suonare» (standalone, USB-C, streaming, preset) e prodotti progettati per passare dallo studio al palco senza complicarsi la vita.

Questo articolo è in evoluzione e sarà aggiornato man mano che arrivano gli annunci (e i prodotti disponibili in magazzino). Tienilo a portata di mano: è il tuo riepilogo NAMM 2026!

Scopri tutte le novità NAMM

Novità DJ

Sul fronte DJ, la tendenza è chiara: più potenza in standalone, maggiore flessibilità sulle sorgenti (USB/SD/Cloud/streaming) e funzioni per la performance (stems, FX, schermi) che evitano di avere un laptop al centro del setup.

Un sistema all-in-one standalone con piatti motorizzati e Stems integrati

Il System One è pensato per il DJ che vuole ritrovare le sensazioni del «vinile» senza rinunciare alla modernità. I piatti motorizzati da 7,2" in alluminio (coppia elevata) e il crossfader Mag Four puntano su un controllo preciso, soprattutto per turntablist e performer.

Il cuore del sistema è Engine OS in standalone con architettura OmniSource: puoi cercare e mixare da USB, SD, SSD interno, librerie Cloud e servizi di streaming via Wi-Fi, senza latenza dichiarata. Gli Stems integrati (acapella/strumentale, modalità pad, Stem Level sugli EQ) consentono di rimodellare un brano dal vivo. A questo si aggiungono una sezione FX molto ricca (Main/Sweep/Touch/Fader FX) e uno schermo touch verticale che centralizza navigazione e performance: una macchina chiaramente pensata per sostenere un set completo senza computer.

Un mixer a 3 canali ispirato al DJM-V10, in un formato più compatto

Il DJM-V5 riprende una filosofia di «mixaggio ampio» in stile DJM-V10, ma in uno chassis più compatto. L’idea: sovrapporre più sorgenti mantenendo un’immagine stereo pulita e headroom, sia in club sia in studio o in un set ibrido (drum machine, stems, FX esterni).

Ogni canale offre un EQ a 4 bande, un compressore e un filtro a 3 modalità (low-pass, high-pass, cross-pass). La sezione Send FX è pensata per essere musicale e immediata (delay, reverb, shimmer, tape echo…), con invio per canale. Sul piano audio, l’elaborazione a 96 kHz / 64 bit e i convertitori ESS a 32 bit puntano a una resa precisa. E lato connessioni: doppia USB-C (rekordbox/Serato), MULTI I/O, send/return USB e persino SonicLink per il monitoring wireless con cuffie compatibili.

📌Il consiglio Woodbrass 🎸
Se mixi in club e realizzi edit/remix, punta su una configurazione DJ che ti permetta di: preparare velocemente (playlist), remixare dal vivo (stems + FX) e registrare in modo pulito (USB, send/return). È esattamente il trio vincente del 2026.

Novità Studio

Quando una macchina diventa il centro di un setup, il confine tra «hardware / software» svanisce. E al NAMM 2026 si vedono molti strumenti che integrano già una parte del workflow: sampling, sequenziamento, mixaggio, plugin, streaming ecc.

La MPC «ammiraglia»: più potente, più espressiva, più autonoma

La MPC-XL si posiziona come una stazione di produzione autonoma al 100% (senza computer) con un’architettura potente: processore Gen 2 a 8 core, 16 GB di RAM e SSD NVMe da 256 GB per progetti impegnativi. Punta chiaramente al ruolo di centro nevralgico: sequenziamento, sampling, strumenti virtuali, effetti e controllo MIDI/USB/CV di un setup ibrido.

Grande attenzione al playing: i nuovi pad MPCe offrono rilevamento 3D, controllo X/Y e zone per pad per sovrapporre articolazioni, modulazioni o variazioni con un solo gesto. Sul fronte dei controlli, troviamo 16 Q-Link con schermi OLED, un ampio touchscreen inclinabile, un Touch Strip assegnabile e una sezione di comando dedicata alla traccia attiva per mixare/regolare rapidamente.

Con MPC 3 OS, la promessa è semplice: passare più rapidamente dall’idea al brano finito, sia in studio sia sul palco, con una connettività progettata in ottica «pro» (audio/MIDI multicanale USB-C, uscite multiple, ingressi mic/line/phono/strumento, CV/Gate, Wi-Fi/Bluetooth…).

L’icona touch torna: XY, Voice FX e looping

Il KAOSS PAD V modernizza una formula cult: un pad touch XY (a due dita) per controllare due parametri contemporaneamente e rendere le transizioni super espressive. La grande novità per la «performance» arriva dal motore Voice FX di nuova generazione: armonie, vocoder, trasposizione e persino controllo MIDI «con la voce» a seconda del setup.

Molto pratico nell’uso quotidiano: interfaccia audio USB integrata, ingressi MIC/LINE/USB utilizzabili simultaneamente, più un ingresso chitarra Hi-Z. Puoi anche fare sampling e looping in tempo reale, con uno Step Hold sincronizzato al BPM per mantenere tutto musicale dal vivo. Con 300 programmi (di cui 100 utente), è uno strumento che si inserisce altrettanto bene in un set DJ, in un live elettronico o in un setup per lo streaming.

Un’interfaccia 2x2 compatta, pensata per registrare e fare streaming

La microAUDIO 22 punta sull’essenziale: 24 bit / 192 kHz, due preamplificatori Mic/Line/Hi-Z con 48 V e un workflow semplice che evita inutili ostacoli. Hai il monitoring diretto (latenza zero) e, per rendere sicure le riprese, trattamenti assegnabili per canale (Noise Gate, Compressore, Limiter).

Molto pratica per i creator: modalità loopback per rimandare l’audio del computer nel tuo live/nella tua registrazione e USB-C per lavorare su computer, smartphone o tablet compatibili. La funzione Stereo Link fa davvero risparmiare tempo se colleghi un synth stereo: regoli il bilanciamento in un attimo.

La versione «oltre»: più creativa e più integrabile

La microAUDIO 722 si rivolge a chi vuole mantenere il formato compatto, ma spingere oltre integrazione e creatività. L’idea: restare semplice da usare (monitoring diretto, loopback, USB-C), aggiungendo al tempo stesso ulteriori possibilità per un setup più «ibrido».

Viene fornita con un bundle software più orientato al sound design, in particolare Filter Ark (filtri analogici modellati, sequenze, macro), che può trasformare l’interfaccia in una piccola «scatola di colori» per texture electro, lo-fi o ambient. Se cerchi un’interfaccia che vada oltre la semplice cattura, è proprio il tipo di modello da prendere in considerazione.

Il microfono tascabile che rende le tue riprese con smartphone davvero «pro»

L’MV88 torna in USB-C per girare video, fare interviste, catturare un set acustico o registrare una voce fuori campo ovunque. Hai una ripresa in 24 bit / 48 kHz con scena stereo regolabile (da 60 a 135°) e diverse direttività a seconda del contesto: stereo, cardioide, bidirezionale, mid-side raw.

Il grande vantaggio per i creator è il controllo immediato: modalità Auto Level e Denoiser in tempo reale tramite le app Shure MOTIV, oltre a EQ/comp/limiter/preset. Il formato è ultra mobile (chassis in alluminio, orientamento fino a 90°), quindi puoi migliorare drasticamente l’audio dei tuoi video senza portarti dietro un setup pesante.

📌 Consigli pro 🧠
Per confrontare interfacce o microfoni, fai un test semplice: 30 secondi di voce + 10 secondi di silenzio. Il silenzio rivela il rumore di fondo, mentre la voce mostra se gli acuti diventano aggressivi quando comprimi un po’.

Novità Chitarre

Sul fronte delle chitarre, il NAMM resta un terreno di gioco per i modelli orientati a performance e precisione: manici veloci, hardware stabile e pickup capaci di reggere il gain senza perdere dinamica. Ecco una prima novità importante da tenere d’occhio.

Una RG Prestige progettata per velocità e precisione

Questa RGR662AHBFWK incarna la filosofia Ibanez: una chitarra che risponde rapidamente, rimane precisa e ti permette di suonare “pulito” anche con un gain elevato. Il manico Super Wizard HP (5 pezzi in acero/noce) e i 24 tasti jumbo sono chiaramente pensati per riff serrati e lead veloci, con una sensazione di fluidità immediata.

Il corpo in frassino offre chiarezza e proiezione, mentre il ponte fisso Gibraltar Standard III assicura un attacco netto e una stabilità rassicurante nelle accordature alternative. Sul fronte dei pickup, la coppia DiMarzio Air Norton / The Tone Zone copre un'ampia gamma: dal lead cantabile al manico fino alle ritmiche potenti al ponte, con un carattere decisamente “metal moderno”.

Se cerchi una chitarra da palco/studio affidabile, precisa e veloce, è proprio il tipo di Prestige che fa risparmiare tempo.

La Bongo 5: ergonomia iconica e versatilità attiva

Questa Bongo 5 in versione Sterling riprende il DNA Music Man in un formato accessibile e pensato per le esigenze attuali. Il corpo in mogano e la finitura satinata Firemist Purple offrono un'estetica decisa, mentre il manico avvitato in acero roasted garantisce stabilità e reattività lungo tutti i 34" di scala.

L'elettronica attiva si basa su due humbucker in ceramica abbinati a un controllo Blend e a un'equalizzazione a 2 bande. Il risultato: modellazione rapida del suono, dai bassi tesi e rotondi ad attacchi più percussivi per lo slap o le linee tecniche. Con i suoi 24 tasti e l'accesso facilitato alle note acute, questa Bongo 5 si rivolge ai bassisti che cercano un basso preciso, confortevole ed efficace tanto in studio quanto sul palco.

Una Super-Strat signature orientata a precisione e stabilità

Sviluppata secondo le esigenze di Andy LaRocque, l'ALR-II FR punta su un'architettura pensata per il palco: manico passante in acero a 3 pezzi, corpo in mogano e top in acero marezzato per un sustain prolungato e un attacco netto.

La configurazione elettronica è volutamente diretta: un Seymour Duncan JB al ponte per ritmiche serrate e soli che bucano il mix, abbinato a un Classic Stack Plus al manico per suoni puliti definiti senza rumori parassiti. Il Floyd Rose 1000 e le meccaniche autobloccanti assicurano una tenuta dell'accordatura solida, anche con un utilizzo intenso. Con il suo profilo del manico Thin U, i suoi 24 tasti e la tastiera in ebano Macassar, questa signature è chiaramente pensata per chitarristi tecnici.

Un'elettrico-acustica compatta, pensata per suonare ovunque

La Tramontane 70 Travel concentra lo spirito Lâg in un formato compatto e leggero, ideale per gli spostamenti senza sacrificare il comfort esecutivo. Il top in abete Sitka massello dona chiarezza e attacco, mentre fondo e fasce in khaya rafforzano le medie frequenze e il calore timbrico.

La sua scala corta da 600 mm riduce la tensione delle corde e favorisce un'immediatezza di utilizzo, sia negli accordi sia nel fingerstyle. Sul palco, il preamplificatore DirectLâg GT2 integra un EQ a 3 bande, un accordatore e un invertitore di fase per adattarsi rapidamente all'ambiente. Una chitarra nomade, coerente e pronta da suonare, tanto a casa quanto in viaggio.

Novità amplificatori ed effetti

Tra tradizione e praticità moderna, gli amplificatori ed effetti NAMM 2026 mostrano due direzioni: prodotti premium interamente valvolari che puntano sul “feel” e pedalboard ultraportatili pensate per viaggiare (USB-C, Bluetooth, IR…).

Il chime VOX in versione “hand-wired”, per i puristi

Questa testata AC30 HWRH riprende lo spirito degli AC degli anni sessanta, ma in una costruzione cablata a mano pensata per le esigenze attuali: risposta organica, dinamica vivace e una base clean/crunch che reagisce molto bene ai pedali.

Il formato 30 W interamente valvolare ti regala il celebre “chime” britannico: alti scintillanti, medi cantabili e un crunch armonico quando spingi. Pratico nell'uso quotidiano: 4 canali / 4 ingressi per variare le combinazioni, un riverbero integrato e un'uscita per cassa esterna per adattare la diffusione in base al cabinet e al luogo.

Proprio il tipo di amplificatore che valorizza una Tele, una ES-335 o una Jazzmaster… e che conserva quella risposta viva sotto le dita.

Un combo valvolare da 50 W, pronto per il palco

L'Archon Classic 50 Combo riprende il DNA Archon in un formato all-in-one trasportabile: un canale Clean ampio con headroom (perfetto per i pedali) e un canale Lead che spazia dal rock potente al metal moderno, con un'abbondante riserva di gain.

Ogni canale ha il proprio Volume e Master, quindi puoi scolpire la saturazione del preamp senza far esplodere il volume generale. Le regolazioni Presence e Depth consentono di regolare l'apertura degli alti e la consistenza sulle basse frequenze. Il loop effetti valvolare è un vero plus se usi delay/riverberi post-gain, mentre il Celestion V-Type 12” offre una proiezione equilibrata e una bella articolazione delle note.

Un'opzione molto coerente se vuoi un 50 W che resti controllabile… senza perdere il suo carattere.

Il multi-effetto “ovunque”: AIRD, IR e Bluetooth

Il GX-1 è pensato come una pedaliera compatta che ti segue ovunque: tecnologia AIRD per una risposta da amplificatore, 23 tipi di amplificatori e oltre 140 effetti BOSS, con fino a 8 blocchi simultanei. Grande vantaggio moderno: il supporto per le IR di cabinet (WAV) per rifinire il suono in diretta verso l'impianto (DI).

In pratica, l'ergonomia punta sulla velocità: schermo a colori, pulsanti dedicati per categorie di effetti e preset pronti da suonare. Per il controllo hai 3 footswitch + un pedale d'espressione (toe switch), oltre alla possibilità di espandere il sistema con pedali/footswitch esterni. Sul fronte delle connessioni, è 2026: USB-C per registrare e Bluetooth audio/MIDI per alleggerire il cablaggio e lavorare più facilmente.

Un vero “fly rig” se vuoi viaggiare leggero senza sacrificare la versatilità.

📌 Buono a sapersi 🤓
Se suoni spesso direttamente verso la sonorizzazione (DI), cerca innanzitutto: IR di cabinet, uscite pulite e controllo rapido dei livelli. A casa, diventano invece più importanti USB-C, cuffie e preset facili da richiamare.

Novità NAMM 2026 – Tastiere e pianoforti

Tastiere da palco, arranger, controller: si nota chiaramente la crescita delle interfacce più leggibili (schermi a colori) e delle funzioni “pronte per creare” (split/layer, integrazione DAW, strumenti di apprendimento). Se cerchi anche un controller in questo formato, ecco la categoria utile: master keyboard a 61 tasti.

Il “tutto in uno” da palco: Piano / Synth / Organo, in split o layer

Il Nord Electro 7 – 73 è pensato per il musicista da palco che deve passare da un Rhodes a un organo, poi a un pianoforte… senza interruzioni. Le tre sezioni Piano, Synth e Organo sono indipendenti e combinabili in split/layer, con transizioni senza interruzioni per concatenare i brani in modo pulito.

La tastiera waterfall semi-pesata da 73 tasti è ideale per le tecniche d'organo (glissati, palm smears), restando al contempo confortevole sui pianoforti elettrici. L'interfaccia privilegia l'efficienza: schermo a colori ben leggibile ed encoder a pressione per regolare rapidamente, anche in concerto. Ogni sezione dispone dei propri effetti dedicati, e la simulazione di altoparlante rotante viene annunciata come una nuova generazione, pensata per il realismo e il posizionamento nel mix.

Uno strumento “da palco” nel senso stretto del termine: semplice, rapido e ultra musicale.

Il controller a 61 tasti che accelera davvero il workflow

Il KeyLab Essential 61 MK3 modernizza un best-seller con un approccio molto “prod”: uno schermo LCD da 2,5” e un encoder centrale per navigare e modificare più rapidamente, senza spezzare l'ispirazione. I pad RGB sensibili a velocity/pressione sono utili tanto per il finger drumming quanto per il lancio di clip, mentre le modalità Scale / Chord + arpeggiatore sono perfette per comporre senza complicarti la vita.

Per l'home studio, l'integrazione DAW (Mackie/HUI) e la sezione transport regalano una sensazione da “console”: puoi mixare e automatizzare tramite 9 fader + 9 potenziometri. E sul fronte dei suoni, Arturia punta sulla carta “ready to play”: Analog Lab V con una ricca banca di preset, compatibilità con Pigments/V Collection e Ableton Live Lite incluso.

Una scelta molto intelligente se vuoi una 61 tasti versatile, efficace e immediatamente stimolante.

Un arranger portatile orientato alla creatività (e alla crescita)

Il PSR-E483 è pensato per tastieristi principianti/intermedi che vogliono divertirsi e migliorare rapidamente: una selezione ampliata di Voices e Styles, con le Super Articulation Lite per sfumature più realistiche. I Live Control Knobs e la rotella del pitch offrono un controllo immediato, mentre gli strumenti creativi (Auto Chord Play, Looper, Track Control, Quick Sampling) trasformano la pratica in una mini “session” in cui costruisci brani ogni giorno.

Il concetto è semplice: crei una base, suoni, fai loop, cambi suono e vai avanti. Ideale per esercitarti con regolarità senza annoiarti.

La versione “più da palco”: controlli estesi e altoparlanti più potenti

Il PSR-E583 riprende lo spirito dell'E483, ma con una gestione più espressiva per chi inizia a suonare davanti al pubblico: rotella di modulazione, supporto per un pedale d'espressione e un sistema di altoparlanti più potente. Le funzioni creative restano al centro del concetto (Auto Chord Play, Looper, Track Control, Quick Sampling), ma questa versione è pensata per affrontare più comodamente una prova, una piccola esibizione o un'animazione.

Se vuoi un arranger portatile che resti divertente a casa, ma più solido non appena esci dal salotto, è chiaramente quello da tenere d'occhio.

Novità Synth

Il NAMM 2026 conferma un orientamento molto marcato verso i synth espressivi e orientati al sound design: polifonia generosa, motori ibridi, modulazione profonda e controller pensati tanto per suonare quanto per programmare. ASM colpisce nel segno con una nuova piattaforma che spinge ancora più avanti la sintesi algoritmica.

Un synth ibrido a 61 tasti pensato per il sound design avanzato

Il Leviasynth Keyboard introduce un approccio algoritmico inedito per ASM, combinando 8 oscillatori per voce, un motore digitale altamente configurabile e un doppio filtro ibrido (multimode digitale + passa-basso analogico 24 dB/ott). Ogni patch si basa su algoritmi che definiscono le interazioni tra gli oscillatori, con la possibilità di morphing continuo per creare texture evolutive e complesse.

La tastiera Polytouch a 61 tasti con aftertouch polifonico, il ribbon a 4 ottave e la compatibilità MPE pongono chiaramente l'espressività al centro dell'esecuzione. In produzione come dal vivo, il sequencer a 3 tracce (note + automazione delle macro), l'arpeggiatore con funzione Entropy, gli effetti integrati e le modalità Single/Multi (split/layer) ne fanno uno strumento completo, pensato per creatori esigenti.

La potenza di Leviasynth in un formato compatto e ultra espressivo

Il Leviasynth Desktop riprende l'intero motore ibrido algoritmico del modello a tastiera in un formato più compatto, orientato allo studio e alla performance ibrida. Ritroviamo le 16 voci di polifonia, gli 8 oscillatori per voce, gli algoritmi morphabili e il doppio stadio di filtri digitale + analogico per una scolpitura sonora avanzata.

L'espressività passa qui attraverso 16 pad Polytouch con aftertouch polifonico, la compatibilità MPE e un'interfaccia touch a colori pensata per creare patch rapidamente. Sequencer a 3 tracce, arpeggiatore con Entropy, matrice di modulazione da 32 slot e gestione avanzata delle macro ne fanno uno strumento formidabile per il sound design, la musica elettronica e il live modulare, senza l'ingombro di una tastiera.

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