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Michel Portal: il gigante inclassificabile del jazz francese si è spento a 90 anni

Foto Pinterest – Michel Portal
Da ricordare
  • Michel Portal è morto il 12 febbraio 2026 a Parigi, all'età di 90 anni.
  • Clarinettista, sassofonista e compositore, era considerato uno dei pionieri del free jazz europeo.
  • Ha vinto tre César per la migliore musica da film, due Sept d’or e numerosi Victoires du jazz.
  • Il suo ultimo album MP85 (2020) era stato premiato ai Victoires du jazz 2021.

Da Woodbrass, cresciamo ascoltando musicisti che spingono oltre i confini. E se c'è un artista che incarnava davvero quest'idea di libertà assoluta, quello era Michel Portal. La notizia della sua scomparsa, lo scorso 12 febbraio, ci ha scossi. Clarinettista virtuoso, sassofonista ispirato, compositore per il cinema, improvvisatore straordinario... Portal non ha mai accettato di farsi appiccicare un'unica etichetta. La sua agente Marion Piras ha riassunto l'uomo con poche parole azzeccate: un «immenso monumento del jazz moderno, del jazz europeo». Ripercorriamo il cammino di un artista che ha trascorso la sua vita a inventare.

Dalle radici basche al Conservatorio di Parigi

Nato il 27 novembre 1935 a Bayonne, Michel Portal scopre la musica molto presto. Già all'età di otto anni studia il clarinetto presso la scuola nazionale di musica della sua città natale. L'aneddoto è gustoso: fu un musicista argentino di passaggio a Bayonne a spingere suo padre a iscriverlo inizialmente al bandoneón. Il clarinetto arriverà in seguito e non lo lascerà mai più.

Il giovane Portal si trasferisce poi a Parigi per entrare al Conservatoire national supérieur, dove ottiene un primo premio di clarinetto nel 1959. La sua formazione classica è solida, rigorosa. Ma già allora lo tormenta il desiderio di esplorare altri territori.

Buono a sapersi

Michel Portal non si limitava al clarinetto e al sassofono. Suonava anche il bandoneón (uno strumento argentino parente della fisarmonica) e il tárogató, uno strumento a fiato ungherese ad ancia semplice. Questa curiosità strumentale ha alimentato tutta la sua carriera.

L'uomo che ha liberato il jazz europeo

Negli anni 1960, Portal si immerge nell'avanguardia. Partecipa alle creazioni di Pierre Boulez, Luciano Berio e Karlheinz Stockhausen — mica poco. Nel 1965 incide il disco Free Jazz, gettando le basi di un jazz europeo emancipato dai canoni americani. Il prix Django Reinhardt gli viene assegnato nel 1968, confermando il suo status di figura di primo piano.

Nel 1971 fonda il Michel Portal Unit, un ensemble aperto a musicisti europei e americani che privilegia l'improvvisazione libera. I concerti a Châteauvallon e Uzeste diventano leggendari. Il suo Live à Châteauvallon (1976) rimane una testimonianza incandescenta di quell'epoca.

Ma Portal rifiuta ogni confine. Si appassiona al tango, si confronta con i musicisti funk di Prince per l'album Minneapolis (2001), esplora il rhythm’n’blues, la world music, la fusion... Impossibile catalogarlo senza che si affretti a dirigersi verso un altro orizzonte musicale.

Consigli Pro

Se vuoi scoprire l'universo di Michel Portal, inizia dall'album Baïlador (2010), registrato con Jack DeJohnette e Ambrose Akinmusire. È una sintesi perfetta del suo approccio: jazz, lirismo e libertà totale. Prosegui poi con MP85 per ascoltare la sua energia intatta a 85 anni.

Tre César e una carriera nel cinema

Michel Portal ha lasciato il segno anche nella settima arte. Ha composto le colonne sonore di numerosi film e film per la TV, collaborando con registi come Daniel Vigne, Nagisa Ôshima e Christian de Chalonge. Le sue partiture gli sono valse:

  • César per la migliore musica per Le Retour de Martin Guerre (1983)
  • César per la migliore musica per Les Cavaliers de l’orage (1985)
  • César per la migliore musica per Champ d’honneur (1988)
  • Due Sept d’or per L’Ami Giono e Eugénie Grandet

Il suo palmarès non finisce qui: Grand Prix national de la musique nel 1983, Victoire de la musique classique nel 2006, Victoires du jazz nel 2007 e nel 2021, Commandeur de l’ordre des Arts et des Lettres... La lista è vertiginosa.

MP85: un ultimo album come testamento

Nel 2020, a 85 anni, Portal pubblica MP85, prodotto e arrangiato dal suo storico complice Bojan Z. L'album riunisce un quintetto multiculturale con il trombonista tedesco Nils Wogram, il contrabbassista Bruno Chevillon e il batterista belga Lander Gyselinck. Il risultato? Un'energia pazzesca, un jazz vivo e senza compromessi.

L'album vince il titolo di miglior album jazz strumentale ai Victoires du jazz 2021. Portal dimostrava un'ultima volta di non aver perso nulla della sua fiamma creativa. Nel 2019, la città di Bayonne aveva già reso omaggio al suo figlio prodigio ribattezzando il suo teatro comunale Théâtre Michel-Portal.

Consiglio

L'approccio di Michel Portal è una fonte d'ispirazione per ogni musicista: non limitarti mai a un solo stile. Se suoni il clarinetto o il sassofono, esplora il jazz, la classica, l'improvvisazione libera. È uscendo dalla tua zona di comfort che troverai la tua voce.

Un'immensa eredità per la musica francese

Con la scomparsa di Michel Portal, un intero capitolo del jazz europeo e della musica contemporanea francese perde uno dei suoi pilastri. Clarinettista eccezionale, improvvisatore geniale, compositore premiato con le più alte onorificenze, incarnava l'idea che la musica non abbia confini — né di genere, né di stile, né di generazione.

Il sindaco di Bayonne, Jean-René Etchegaray, ha reso omaggio alla memoria di questo «immenso clarinettista, amico dei più grandi musicisti del suo tempo». Per noi musicisti e appassionati, rimane l'esempio perfetto di ciò che la curiosità e la libertà artistica possono produrre quando sono sostenute da un talento fuori dal comune. Riposa in pace, Maestro.

Fonti

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