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Manchester Orchestra: il batterista Tim Very ci ha lasciati a 42 anni

Foto Pinterest
Cosa ricordare
  • Tim Very, batterista dei Manchester Orchestra dal 2011, è morto improvvisamente il 14 febbraio 2026 all'età di 42 anni.
  • È stato il batterista rimasto in formazione più a lungo nella storia del gruppo, con 15 anni di presenza.
  • Ha suonato in quattro importanti album in studio: Simple Math, Cope, A Black Mile to the Surface e The Million Masks of God.
  • Un album dal vivo, Union Chapel, registrato con lui nel 2023, uscirà il 20 marzo 2026 per Loma Vista.

Noi di Woodbrass seguiamo da vicino la scena indie rock americana e, quando abbiamo appreso della scomparsa di Tim Very questo weekend, è stato come ricevere un colpo di grancassa in pieno petto. Quelle notizie che ti ricordano quanto certi musicisti, anche lontani dai riflettori, siano indispensabili per il suono che amiamo. Ripercorriamo la carriera di un batterista che si definiva un «songwriter’s drummer», un batterista al servizio della canzone, e del gruppo che ha contribuito a plasmare per oltre un decennio.

Manchester Orchestra: pilastro discreto dell'indie rock americano

Difficile riassumere i Manchester Orchestra in due righe. Formato nel 2004 ad Atlanta (e non a Manchester, nonostante il nome preso in prestito dalla città inglese), il gruppo ruota attorno al suo leader Andy Hull, cantante e chitarrista. Insieme al chitarrista Robert McDowell e al bassista Andy Prince, hanno costruito una discografia densa e ambiziosa, a metà tra rock alternativo, post-hardcore e slanci cinematografici.

Sei album in studio, apparizioni a Bonnaroo, Lollapalooza e Coachella, una nomination agli MTV Video Music Awards e persino la colonna sonora del film Swiss Army Man: niente male per un gruppo ancora poco conosciuto in Francia.

Buono a sapersi

Nonostante il nome, i Manchester Orchestra non hanno alcun legame con la città inglese. Andy Hull ha scelto questo nome in omaggio alla ricchezza musicale di Manchester (The Smiths, Joy Division, Oasis, New Order…). Il gruppo è 100% made in Atlanta, Georgia.

Da Pensacola ad Atlanta: il percorso di Tim Very

Nato il 22 novembre 1983 a Pensacola, in Florida, Tim Very è cresciuto in una famiglia di musicisti: suo padre era a sua volta batterista. È negli anni '90, quando i Nirvana dominavano le onde radio, che viene contagiato dalla passione. Dave Grohl diventa il suo riferimento assoluto. Una scelta logica per un ragazzo che voleva imparare a suonare parti di batteria «accessibili ma perfette per la canzone», come spiegava nel podcast Drummers on Drumming nel 2022.

Prima dei Manchester Orchestra, Very si fa le ossa con i Waking Ashland, gruppo rock di San Diego sotto contratto con Tooth & Nail Records. Ma è nel 2011 che la sua carriera prende una svolta decisiva: entra nei Manchester Orchestra per sostituire Jeremiah Edmond. La sua prima esibizione dal vivo con il gruppo? A Camden, Londra. In seguito confesserà di aver vomitato durante il concerto per l'intensità dell'emozione.

Quattro album, un'impronta sonora indelebile

In 15 anni nel gruppo, Tim Very ha partecipato a quattro album in studio che hanno plasmato la moderna identità sonora dei Manchester Orchestra:

  • Cope (2014) — Una svolta heavy e ruvida, in cui la batteria di Very colpisce con un'energia viscerale. La sua versione acustica, Hope, dimostra la versatilità del gruppo.
  • A Black Mile to the Surface (2017) — Album concettuale più sfumato, trainato dal singolo «The Gold» (n°1 della classifica Billboard Adult Alternative Songs). Qui Very dispiega texture ritmiche sottili e cinematografiche.
  • The Million Masks of God (2021) — Una riflessione sulla fede e sulla mortalità, con una batteria organica che sostiene arrangiamenti ambiziosi.
  • The Valley of Vision EP (2023) — L'ultima pubblicazione in studio del gruppo fino a oggi.

La sua ultima esibizione dal vivo risale all'autunno 2025, in occasione della 15ª edizione di The Stuffing, il festival annuale dei Manchester Orchestra ad Atlanta, dove il gruppo ha suonato A Black Mile to the Surface integralmente.

Una scomparsa improvvisa, tributi unanimi

Il 14 febbraio 2026, i Manchester Orchestra hanno annunciato l'improvvisa scomparsa di Tim Very all'età di 42 anni. Non è stata comunicata alcuna causa. I suoi compagni di viaggio Andy Hull, Robert McDowell e Andy Prince lo hanno descritto come una persona di rara gentilezza, il cui umorismo e la cui energia costituivano «le fondamenta stesse dell'universo Manchester Orchestra».

I tributi sono arrivati da tutta la scena indie e rock: membri di Thrice, The Dear Hunter, Tigers Jaw e Fit for a King hanno reso omaggio alla sua memoria. Da tutte le testimonianze emerge un messaggio unanime: oltre al musicista, la comunità piange un essere umano straordinario.

Il consiglio Woodbrass

Se non conosci ancora i Manchester Orchestra, inizia dall'album A Black Mile to the Surface (2017). È la loro opera più accessibile e cinematografica, e il modo di suonare di Tim Very è magnifico. Il brano «The Gold» è un punto d'ingresso perfetto.

Un'ultima testimonianza in arrivo

La (crudele) coincidenza del calendario vuole che un album dal vivo, Union Chapel (London, England), registrato durante una residenza di tre serate in una storica chiesa londinese nel 2023, esca il 20 marzo 2026 per Loma Vista. Sarà l'ultima registrazione ufficiale con Tim Very dietro le pelli, e probabilmente una delle più emozionanti.

Tim Very forse non era il musicista più mediatico della sua generazione. Ma incarnava qualcosa di fondamentale: l'idea che un batterista possa essere il cemento emotivo di un gruppo, colui che trasforma buone canzoni in momenti indimenticabili. La scena indie rock ha perso uno dei suoi pilastri silenziosi. Riposa in pace, Tim.

Fonti

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