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Novità

Benvenuto nel nuovo sito Woodbrass

Florent Garcia, l’intervista…

Da qualche parte tra Nizza e Monaco, il producer Florent Garcia diffonde la sua buona parola chitarristica dal suo home studio, a oltre 210.000 iscritti, con video particolarmente coinvolgenti che realizza da solo. La team Woodbrass ha potuto parlare con Florent ed ha discusso della sua musica, dei suoi video e dei microfoni Blue Microphones che utilizza ogni giorno.


Woodbrass Team: qual è il tuo percorso di musicista?

Florent Garcia: Ho iniziato la musica al conservatorio classico quando ero bambino. Sono entrato prestissimo, all’inizio della primaria (CP–CE1) e, purtroppo, dopo il primo ciclo l’insegnamento classico mi ha rapidamente disgustato. Arrivato alle medie ho detto ai miei genitori che volevo smettere. Poi mio fratello ha iniziato a farmi scoprire gruppi rock, più hard rock e heavy metal, del tipo Iron Maiden e Metallica. Ho rotto il salvadanaio e mi sono comprato una chitarra Squier, che non costava troppo. Ho ricominciato con la musica, prima da solo, poi ho iniziato a girare con amici che suonavano anche loro e abbiamo messo su delle band. Suonavamo parecchio nella nostra zona, tra Nizza e Monaco. Solo dopo sono tornato al conservatorio di Nizza, collegato a quello di Monaco, nella sezione jazz, perché volevo perfezionarmi dato che suonavo batteria, basso e chitarra. Pensavo anche che avere un diploma potesse essere importante per fare il professore e arrotondare a fine mese. Ho quindi ottenuto un DEM in musiche attuali.


Toffee, uno sguardo sempre prezioso.

E oggi, di cosa ti occupi?

Oggi ruota tutto attorno alla mia attività sul web. Il mio tempo si divide principalmente tra il mio sito e i miei due canali YouTube; quello principale mi prende tantissimo tempo per la realizzazione di video analitici sugli stili musicali e sulle loro tecniche, con parecchio montaggio, visto che faccio tutto da solo e non mi piace delegare! In parallelo faccio anche sessioni in studio, per i miei brani e per quelli di altre persone. Ho appena pubblicato un EP nel 2021. In seguito al Covid ho deciso di mettere in pausa per un po’ il palco e i concerti, con l’idea di tornarci più avanti.


Hai appena pubblicato un nuovo EP, Cocktail. Come definiresti il tuo universo?

Per i due EP usciti a mio nome, direi che il mio universo è un mix di hip-hop strumentale, molto influenzato dal jazz, con un tocco neo-soul, e sonorità blues dovute alle mie radici rock. Resta strumentale. Lavoro con diversi produttori della scena chill-out e hip-hop strumentale. Quello che mi interessa è soprattutto la produzione, con la ricerca di texture sonore e il lavoro sul mix.


Da quanto tempo esiste il tuo canale YouTube Florent Garcia?

Sarà circa da tre o quattro anni che ho iniziato a pubblicare più o meno nel formato attuale. Avevo cominciato con video molto più orientati alle lezioni di chitarra, per allievi che potevano essere interessati. Poi, col tempo, mi sono rivolto all’analisi dei brani, alla divulgazione delle tecniche, per raggiungere un pubblico ancora più ampio. Ma anche perché preferisco condividere la musica suonando la chitarra piuttosto che tenere corsi teorici.


Quali sono le diverse tematiche che sviluppi sul tuo canale?

L’argomento principale è spesso la chitarra, il denominatore comune, perché ho una grande base di chitarristi che mi segue. Ma ciò che cerco è più la produzione, nel senso largo e “americano” del termine. Per esempio, ho realizzato di recente un video sulla musica del videogioco Mario Kart, piuttosto jazz, che mi ha permesso di sviluppare un tema un po’ divertente intorno alle progressioni di accordi jazz. Mi piace quindi condividere analisi musicali restando accessibile, per parlare al maggior numero possibile, musicisti esperti e amatori.


Come affronti le tecniche da home studio?

Ho introdotto via via la produzione in home studio, perché sempre più persone mi facevano domande sui metodi di registrazione o su come riprodurre un certo suono di chitarra. Ormai mi capita di inserire queste informazioni nei miei video, anche se vorrei sviluppare di più gli aspetti di arrangiamento.


Puoi presentarci i metodi Flow?

Propongo tre metodi progressivi basati su video. Il punto di partenza è il Flow Creator. È un metodo orientato alla chitarra che mira a lavorare sull’improvvisazione per musicisti principianti e intermedi. È incentrato sia sul lavoro tecnico sia sull’analisi e sull’ascolto. Poi il Flow Backing Track completa questo apprendimento analizzando una progressione, lavorando sugli assoli e suonando su dei playback che ho realizzato. Infine, il Flow Production è orientato alla scoperta e all’avvio per chi vuole allestire il proprio home studio, con quale tipo di hardware e software, affrontando in particolare diverse DAW come Apple Logic Pro o Ableton Live. E per finire, parlo di comunicazione: cioè una volta che ti sei registrato, come realizzare un video carino da postare sui social e come comunicare sui vari social in modo che “matchi” al meglio con il tuo universo musicale.


Di cosa è equipaggiato il tuo home studio?

Crediti foto: ©Charlène Davin

In realtà è abbastanza semplice. Ho un PC potente con un’interfaccia Universal Audio apollo x4 e due monitor Adam A7X, e basta. Tutto il resto lo faccio con plug-in e VST, e persino la maggior parte delle mie chitarre le passo in plug-in come Neural Archetype: Plini. Ho anche preset personali in Guitar Rig 6 di Native Instruments, perché tempo fa mi avevano contattato per svilupparne. Ho un bell’ampli Fender Deluxe Reverb, che completo con un OX di Universal Audio. Ma in appartamento è sempre complicato fare riprese per via del vicinato. E anche dal punto di vista pratico, è comodissimo poter collegare la chitarra e ritrovare immediatamente i parametri del suono con un VST. Per esempio, sull’EP che ho appena pubblicato, per il suono di chitarra è 80% Archetype: Plini e 20% OX di Universal Audio. Per controllare Live di Ableton uso un Push e per quanto riguarda Native Instruments lavoro con un Komplete Kontrol.


Di quale attrezzatura hai bisogno per realizzare i tuoi video?

Ovviamente, di tutto ciò che c’è nel mio home studio e, per forza, di un buon microfono per la voce, di una camera Sony A7 III per filmare il risultato e del software di montaggio DaVinci. Il microfono Bluebird di Blue Microphones è un po’ il mio coltellino svizzero che uso anche per le chitarre.


Come sei arrivato a lavorare con il marchio Blue Microphones?

La cosa buffa è che con Blue Microphones non ho davvero una partnership, nel senso che non ho mai firmato nulla con loro. Sono stato contattato da Julien Garros di Blue MicrophonesLogitech quando non avevo ancora 50.000 iscritti al canale. Mi ha proposto di prestarmi il microfono che volevo e ho scelto il Bluebird, che aveva già un mio amico. Abbiamo fatto amicizia, perché lui ha lavorato parecchio in studi negli Stati Uniti e ha partecipato molto alla scena delle cover musicali anglofone su YouTube. Siamo diventati amici e, di filo in filo, ho potuto provare altri microfoni del marchio. Lavoro con loro da due o tre anni. Semplicemente uso i loro prodotti perché mi piacciono e trovo che suonino estremamente bene.


Che microfono consiglieresti in base alle diverse riprese in studio?

In realtà hanno una gamma vastissima. Hanno prodotti entry-level sotto i 100 €, ottimi per iniziare, come l’Ember con cui faccio riprese acustiche. Quando faccio programmi su Twitch uso lo Yeti che collego via USB. Un microfono che hanno molti streamer ed è pazzesco. Nella fascia media, sono microfoni intorno ai 300 €. Ne abbiamo già parlato: quello che adoro è il Bluebird ed è uno dei microfoni più versatili che ho testato in questa fascia di prezzo, con un suono bello deciso e piacevole. Ci faccio quasi tutto: le mie voci e quelle della mia ragazza che canta anche lei, e funziona sia per timbri maschili che femminili grazie al filtro passa-alto. Quando faccio riprese più acustiche, uso il Bluebird accoppiato a un secondo, l’Hummingbird ma non è più a catalogo. In base ai progetti spesso lavoro anche con il Baby Bottle, un po’ più caldo e con più basse. In post-produzione mi basta aggiungere un po’ di compressione ed EQ.


E che ne pensi del loro look?

I microfoni Blue Microphones sono belli e hanno una vera identità visiva. Sprigionano un lato vintage che si integra bene nello studio. Questo dà loro una forte identità e le persone colgono subito che sono microfoni a sé, non la pallida copia di un modello esistente.


Ehi Florent! Cosa c’è sulla tua pedalboard?

  • Auto Wah e filtro: Maxon AF-9. Ma sigh, è morta…
  • Auto Wah: Mad Professor Snow White
  • Octaver: Boss OC-5
  • Overdrive: Vemuram Jan Ray
  • Filtro: Zvex Instant Lo-Fi Junky
  • Delay: Walrus Audio Mako D1
  • Looper granulare e delay: Chase Bliss Mood

Nuovo EP

Cocktail (Etichetta: autoproduzione)

Bandcamp: florentgarcia.bandcamp.com/album/cocktail


Florent Garcia sul web

Sito: florentgarcia.com

Facebook: facebook.com/fr.garcia.florent

Instagram: instagram.com/florent.gar/

YouTube: youtube.com/c/FlorentGarcia

YouTube: youtube.com/channel/UCVj4VmWux9IT78_R-sn3lDA/featured

Twitch: twitch.tv/florentgar

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