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Fender Vintera III: la gamma che abbraccia il vintage fino in fondo

Da ricordare
  • La Fender Vintera III è la serie messicana vintage più fedele alla storia mai proposta in questa fascia di prezzo.
  • Ogni modello corrisponde a un periodo preciso (Late 50s, Early 60s, Late 60s, Mid’ 60s e Early 70s) con specifiche, legni, pickup e finiture dell’epoca.
  • Fender si assume pienamente i compromessi vintage: tasti vintage, raggio di 7.25″ e pickup volutamente meno potenti.
  • La gamma comprende Stratocaster, Telecaster, Jazzmaster, Jaguar, Precision Bass, Jazz Bass e la mitica Bass VI.

Da Fender ci sono sempre stati due mondi: il moderno e il vintage. E quando una nuova serie cerca di fare da ponte tra i due, inevitabilmente attira l’attenzione. Ormai da qualche anno provo e analizzo parecchi modelli, e posso dirvi che la serie Fender Vintera III rappresenta una vera svolta. Non siamo più di fronte a una semplice ispirazione rétro: qui Fender porta davvero molto lontano il livello di autenticità. Ho avuto la fortuna di mettere le mani su due modelli della serie, e vi spiegherò perché vale davvero la pena soffermarsi su questa gamma.

Vintera III: da dove viene e dove si colloca?

Per capire bene la Vintera III, bisogna prima inserirla nel suo contesto. La prima serie Vintera arriva nel 2019 per sostituire le vecchie Classic Series messicane. Tre anni dopo, nel 2022, esce la Vintera II con una precisione storica ancora maggiore. E oggi la Vintera III spinge il concetto ancora oltre.

Quanto al posizionamento, è piuttosto semplice. Sotto troviamo le Player Series, più moderne e versatili. Sopra, le American Vintage II, di fascia superiore. E al vertice, le celebri Custom Shop. La Vintera III si colloca esattamente nel mezzo, ed è proprio questo a renderla così interessante.

Buono a sapersi

La gamma Vintera III copre un ampio catalogo di modelli: Stratocaster, Telecaster, Jazzmaster, Jaguar, Precision Bass, Jazz Bass e persino la mitica Bass VI. Ogni modello è declinato secondo un preciso periodo storico.

Il concetto: un’epoca, delle specifiche, zero compromessi sull’autenticità

È qui che la Vintera III si distingue davvero. In questa gamma, ogni modello corrisponde a un periodo molto preciso della storia Fender: Late 50s, Early 60s, Mid’ 60s, Early 70s o Late 60s. E non è solo uno stile vintage per fare scena. Si parla di specifiche dell’epoca curate fin nel minimo dettaglio.

Concretamente, i legni corrispondono alle varie epoche. I profili del manico cambiano completamente da un modello all’altro. I pickup hanno una diversa voce sonora a seconda del periodo. E persino i dettagli visivi sono rispettati in modo estremo: battipenna, loghi, meccaniche, colori… Nulla è lasciato al caso.

E soprattutto, Fender si assume completamente i compromessi. Parliamo di tasti vintage (più piccoli rispetto a quelli di un manico moderno), di un raggio di 7.25″ (la tastiera è più bombata, tipica degli strumenti d’epoca) e di pickup volutamente meno potenti, esattamente come lo erano allora. Non si tratta certo di chitarre moderne travestite da vintage: è un vero approccio storico, e lo senti sotto le dita.

Pro Tips

Il raggio 7.25″ è il raggio di curvatura della tastiera. Più il numero è piccolo, più la tastiera è bombata. È molto confortevole per gli accordi, ma un po’ meno adatto ai grandi bend moderni. È una scelta consapevole che fa parte dell’esperienza vintage.

La Stratocaster Late 60s: lo spirito di Hendrix tra le mani

Il primo modello che ho avuto tra le mani: la Fender Stratocaster Late 60s Vintera III. E qui ci immergiamo in un periodo piuttosto particolare della storia Fender. Siamo subito dopo il rilevamento da parte di CBS: il marchio cambia leggermente e alcuni puristi iniziano a preoccuparsi. Ma è anche e soprattutto l’epoca di Jimi Hendrix, di Woodstock, dell’arrivo del rock psichedelico e dei primi guitar hero. E questa chitarra è esattamente questo.

La prima cosa che salta all’occhio è la celebre paletta grande (large headstock). Introdotta nel 1966, ufficialmente per garantire una maggiore stabilità di accordatura, oggi è diventata un’enorme firma visiva. All’epoca i puristi la odiavano. Oggi è iconica.

Per quanto riguarda il manico, troviamo un profilo C Late 60s, leggermente più piatto e più largo. I pickup sono un po’ più caldi, con più corpo e potenza rispetto alle serie Early 60s, ma decisamente meno cristallini. Per l’epoca, era un vero passo avanti sul fronte della modernità.

E poi questa finitura Ocean Turquoise… Un vero custom color Fender degli anni 60. Piccolo aneddoto: all’epoca venivano addirittura applicate alle chitarre delle vernici automobilistiche. E si vede, perché la tonalità cambia leggermente con la luce: sul palco, non passa inosservata.

Francamente, a livello di equilibrio, comfort di esecuzione e suonabilità, è semplicemente incredibile. Suona benissimo e ti fa venire voglia di smanettarci per ore.

La Bass VI Early 60s: l’oggetto volante non identificato più cool della gamma

E ora passiamo a uno strumento molto più strano. Il tipo di strumento che, la prima volta che lo vedi, ti fa porre un sacco di domande.

La Fender Bass VI, che cos’è questa roba? Questo strumento è un oggetto volante non identificato fin troppo poco conosciuto. È una sorta di basso a sei corde accordato come una chitarra, ma un’ottava più sotto, con una scala di 30 pollici. Quindi non è davvero una chitarra, né davvero un basso, ma in fondo è un po’ entrambe le cose.

La cosa fantastica della Bass VI è che le corde sono molto più morbide rispetto a quelle di un basso standard. Puoi fare bend, suonare accordi, creare texture pazzesche. Il tutto su un manico piccolissimo, sottile e ultra accessibile. Monta tre pickup, ciascuno con il proprio switch on/off, per un totale di 7 combinazioni possibili, più un 4e switch che funge da filtro passa-alto. La palette sonora di questo strumento è semplicemente enorme.

Suggerimento

La Bass VI si suona spesso con il plettro. Negli anni 60 veniva molto usata in studio per raddoppiare le linee di basso o creare texture uniche tra basso e chitarra. Probabilmente l’hai già sentita ovunque senza saperlo.

Piccolo aneddoto storico: i Beatles hanno usato la Bass VI in parecchie registrazioni in studio. Anche Jack Bruce, il bassista dei Cream, l’ha suonata molto. La Bass VI era davvero lo strumento segreto degli studi negli anni 60: tutta l’élite londinese dell’epoca ci è passata.

Quanto al look, troviamo il celebre Candy Apple Red: un rosso traslucido con base dorata, uno dei colori più iconici di Fender. Su una Bass VI, è un pezzo di storia che tieni tra le mani.

La gamma completa: dalle Strat ai bassi, ogni epoca ha il suo modello

Al di là dei due modelli che ho provato, la gamma Vintera III copre davvero un ampio spettro. Ci sono ovviamente la Stratocaster e la Telecaster declinate in più epoche, ma anche la Jazzmaster, la Jaguar, la Precision Bass, la Jazz Bass e quindi la Bass VI. Ogni modello è disponibile in finiture autentiche dell’epoca, sempre con le specifiche corrispondenti al periodo scelto.

Che tu preferisca il Late 50s, l’Early 60s, il Late 60s, il Mid 60s o l’Early 70s, c’è sicuramente un modello adatto a ciò che cerchi.

Il consiglio di Woodbrass

Prima di scegliere un modello Vintera III, identifica innanzitutto l’epoca che fa per te. Le differenze tra Late 50s, Early 60s, Late 60s, Mid 60s e Early 70s non sono solo estetiche: profilo del manico, voicing dei pickup, raggio della tastiera… cambia tutto. Scegli con le orecchie e con le mani.

A chi è destinata la Vintera III?

Diciamolo chiaramente: la Vintera III non è una gamma per tutti. E soprattutto non è una gamma tuttofare. Se cerchi uno strumento ultra versatile con un manico moderno e pickup capaci di spingere forte in tutti gli stili, probabilmente non è qui che devi guardare.

Ma se cerchi un'epoca precisa, un feeling specifico, un vero carattere vintage con una fedeltà storica che finora si trovava solo su modelli molto più costosi, allora la Vintera III è esattamente ciò che ti serve. Parliamo di strumenti con una vera personalità, che dichiarano pienamente quello che sono.

Questi due modelli che ho avuto tra le mani riassumono perfettamente la filosofia della gamma. La Strat Late 60s rappresenta un periodo storico importante, a volte controverso. La Bass VI è uno strumento del tutto particolare. Ma entrambe condividono gli stessi grandi punti in comune: una vera fedeltà storica e una vera personalità.

La Fender Vintera III dimostra che Fender sa ancora realizzare strumenti vintage seri senza svuotare il portafoglio. Se vi convince, buttatevi: non resterete delusi.

Zacharie Hook — Ambasciatore Woodbrass

FAQ — Fender Vintera III

Qual è la differenza tra Vintera II e Vintera III?

La Vintera III porta l'autenticità storica ancora oltre rispetto alla Vintera II. Ogni modello corrisponde a un periodo molto preciso (Late 50s, Early 60s, Late 60s, Mid 60s e Early 70s), con specifiche dell'epoca curate fin nel minimo dettaglio: legni, profilo del manico, voicing dei pickup e finiture. Fender abbraccia inoltre pienamente i compromessi vintage, come i tasti vintage e il radius 7.25″.

Cos'è il radius 7.25″ sulle Vintera III?

Il radius 7.25″ indica il raggio di curvatura della tastiera. Più il numero è piccolo, più la tastiera è curva. Questo radius vintage è molto confortevole per gli accordi, ma un po' meno adatto ai grandi bend moderni. È una scelta voluta da Fender per rimanere fedele agli strumenti dell'epoca.

Quali modelli sono disponibili nella gamma Vintera III?

La gamma copre un ampio catalogo: Stratocaster, Telecaster, Jazzmaster, Jaguar, Precision Bass, Jazz Bass e la mitica Bass VI. Ogni modello è proposto secondo un preciso periodo storico, con autentiche finiture dell'epoca.

La Fender Bass VI è una chitarra o un basso?

Un po' entrambe le cose. La Bass VI è un basso a sei corde accordato come una chitarra, ma un'ottava sotto, con una scala corta da 30 pollici. Le sue corde morbide permettono di eseguire bend e accordi. Molto usata in studio negli anni 60 da Beatles e Jack Bruce (Cream), si suona spesso con il plettro.

La Vintera III è adatta ai principianti?

La Vintera III si rivolge piuttosto ai chitarristi che cercano un feeling vintage preciso e una spinta fedeltà storica. I tasti vintage e il radius 7.25″ richiedono un certo adattamento. Per un primo strumento versatile con un manico moderno, la Player Series di Fender sarà più adatta. Ma se sai già quale epoca ti fa vibrare, la Vintera III è un'ottima scelta.

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