
Ogni fine anno vede fiorire le classifiche, ma quella pubblicata da Rolling Stone ha un sapore particolare. La rivista ha riunito quattordici personalità che, ciascuna a modo suo, hanno segnato l’anno: artisti capaci di cogliere lo spirito del momento, talvolta di plasmarlo, o semplicemente di incarnarlo con un’autenticità che va oltre il loro ambito artistico.
Qui non si contano gli stream né si stilano classifiche delle migliori vendite. L’obiettivo è altrove: mettere in risalto delle voci — musicali o meno — che hanno trovato una forte risonanza nel 2025. Un mix di pop, hip-hop, comicità, cinema, performance, cultura alternativa… insomma, un panorama in movimento, difficile da rinchiudere in un solo genere.
Ecco una panoramica di queste quattordici voci selezionate da Rolling Stone.
1. Lady Gaga
Il primo posto va a Lady Gaga, figura imprescindibile del pop moderno. Fin dai suoi esordi, si muove tra sperimentazione sonora, performance totale e fragilità dichiarata. Nel 2025 torna con un’energia che riconnette con lo spettacolare senza perdere la densità emotiva che ha segnato la sua carriera.
Gaga resta quell’artista camaleontica la cui voce — cantata, performata o espressa pubblicamente — continua a farsi strada attraverso il tumulto culturale.
2. Marc Maron
Cambio di atmosfera con Marc Maron. Comico, attore, podcaster: ha plasmato un modo unico di parlare al mondo, tra introspezione, lucida schiettezza e un umorismo talvolta abrasivo.
Vedere un artista non musicale così in alto in una classifica dedicata alle «voci» dimostra bene come la parola sia diventata una forma di espressione artistica a tutti gli effetti.
3. Bad Bunny
Bad Bunny è diventato un fenomeno mondiale senza mai piegarsi ai codici dominanti. Reggaeton, trap latino, pop, sonorità caraibiche… esplora, ibrida, trasforma.
Incarna il cambiamento di un’industria in cui la lingua inglese non è più necessaria per dominare la scena mondiale.
4 e 5. Clipse (Pusha T & Malice)
Il ritorno dei Clipse, duo formato da Pusha T e Malice, assomiglia quasi a un evento generazionale. Il gruppo resta associato a un’estetica hip-hop ultra precisa: beat minimalisti, testi taglienti, narrazione urbana senza compromessi.
Ritrovarli in questa lista significa riconoscere la forza intatta della loro scrittura e la loro capacità di tornare rilevanti in un panorama musicale saturo.
6. Rachel Sennott
Rachel Sennott incarna una voce di un genere particolare: ibrida, tra comicità, cinema, performance e scrittura. La sua presenza qui dimostra che l’influenza culturale non si limita più ai musicisti o ai registi affermati.
Rappresenta una generazione per cui l’espressione artistica è un ecosistema completo: recitazione, atteggiamento, social network, improvvisazione.
7. Joe Budden
La storia di Joe Budden è una delle più sorprendenti dell’hip-hop. Rapper rispettato, poi conduttore di podcast diventato una voce imprescindibile del commento culturale, dimostra che una carriera può reinventarsi radicalmente.
Il suo modo di dibattere, di affrontare temi sensibili e di analizzare la cultura rap plasma gran parte della conversazione attuale.
8 e 9. Seth Rogen & Evan Goldberg
Il duo composto da Seth Rogen e Evan Goldberg influenza l’umorismo americano da oltre un decennio. Il loro mix di commedia goliardica, satira e narrazione pop-culturale va ben oltre il mondo del cinema.
La loro presenza in questa lista dimostra che la risata può essere una forza culturale tanto incisiva quanto un assolo di chitarra o una strofa mordace.
10. FKA twigs
Con FKA twigs, la creatività assume una dimensione quasi mistica. Danza, canto, performance, direzione artistica: costruisce un universo totale in cui ogni gesto conta.
Figura dell’avanguardia, resta una di quelle artiste che definiscono ciò che la musica e la performance potrebbero diventare, piuttosto che ciò che sono.
11 e 12. Trey Parker & Matt Stone
I creatori di South Park, Trey Parker e Matt Stone, padroneggiano l’irriverenza come un’arte maggiore. La loro satira sociale, spesso radicale, funziona come uno specchio deformante dell’epoca.
Il loro posto qui riconosce la forza di un umorismo politico capace di disturbare quanto di illuminare.
13. Ryan Coogler
Ryan Coogler è diventato una delle voci principali del cinema contemporaneo. Il suo approccio narrativo, il suo modo di mettere in scena identità complesse e atmosfere dense vanno ben oltre il semplice intrattenimento.
In un mondo in cui l’immagine ha lo stesso peso del suono, questa presenza è perfettamente logica.
14. Cole Escola
Artista queer, performer e attore, Cole Escola chiude la lista con un’energia del tutto a sé: irriverente, teatrale, talvolta surreale.
La sua assoluta libertà artistica, il suo umorismo fuori dagli schemi e la sua capacità di piegare la realtà culturale spiegano il suo posto in questa classifica. Una voce singolare che lascia il segno senza mai cercare il consenso.
Perché questa selezione merita attenzione
Questa classifica rivela un cambiamento profondo: la cultura contemporanea non è più compartimentata. I confini tra musica, cinema, comicità, performance e analisi culturale stanno scomparendo.
Ciò che conta ormai è la prospettiva, il gesto, la visione.
Gli artisti citati — da Lady Gaga a Cole Escola, passando per FKA twigs e Joe Budden — non hanno apparentemente nulla in comune, ma tutti raccontano una sfaccettatura del 2025.
Conclusione
« Voices of the Year » non cerca di determinare quali siano i migliori artisti, ma quelli la cui voce ha davvero risuonato quest’anno.
Quattordici percorsi, quattordici modi di parlare al mondo. Un panorama talvolta contraddittorio, spesso inaspettato, ma sempre vivo.
Una lista che, in fin dei conti, assomiglia molto all’epoca che descrive: multiforme, in movimento, creativa.
Fonti
- Rolling Stone — « Voices of the Year: 14 Artists Who Met the Moment in 2025 »

