
- Indochine difende apertamente Sanna Marin, ex prima ministra finlandese massacrata dai media dopo la diffusione di video di festa nel 2022.
- Il brano denuncia il doppio standard sessista e la crudeltà dell’opinione pubblica nei confronti di una donna politica che osava semplicemente vivere.
- Il video, diretto da Nicola Sirkis a Helsinki, si conclude con un’apparizione della stessa Sanna Marin accanto al cantante.
- Quinto singolo dell’album Babel Babel (doppio platino, 280 000 vendite), il brano conferma l’impegno del gruppo sui temi di stretta attualità.
Seguiamo da vicino le uscite su Woodbrass e, quando un gruppo come Indochine dedica un intero singolo a una donna politica ingiustamente trascinata in una polemica, tendiamo inevitabilmente l’orecchio. Con Sanna sur la croix, quinto estratto dall’album Babel Babel, il gruppo di Nicola Sirkis non si limita a sfiorare l’attualità: prende posizione, in modo chiaro e frontale, a favore di Sanna Marin. E il messaggio merita attenzione.
La polemica del 2022: quando ballare diventa un crimine
Per capire la canzone, bisogna tornare all’estate del 2022. Sanna Marin, allora prima ministra della Finlandia a soli 36 anni, si ritrova al centro di uno scandalo tanto assurdo quanto rivelatore. Dei video privati che la mostrano mentre balla e fa festa con gli amici finiscono sui social network. Nulla di illegale, nulla di scandaloso in sé: una trentenne che si diverte un sabato sera.
Ma la macchina mediatica si scatena. Il Partito dei Finlandesi, formazione populista e nazionalista, pretende che si sottoponga a un test antidroga. Il motivo: una parola dello slang finlandese captata sullo sfondo di un video, interpretata come un riferimento alla cocaina. Sanna Marin accetta il test, che risulta negativo. Ma il danno è fatto.
In risposta a questa polemica, sui social network è nato un enorme movimento di sostegno sotto l’hashtag #SolidarityWithSanna. Centinaia di donne in tutto il mondo hanno pubblicato video di sé stesse mentre ballavano, per difendere il diritto di Sanna Marin ad avere una vita privata. Persino Hillary Clinton ha pubblicato una foto di sé mentre ballava, con il messaggio: «Continua a ballare, Sanna.»
La polemica ha messo in luce un doppio standard evidente. Giovane, donna, carismatica, proveniente da una famiglia non tradizionale, Sanna Marin incarnava tutto ciò che i conservatorismi moderni faticano ad accettare.
Indochine prende posizione, senza giri di parole
È questa ingiustizia ad aver colpito Nicola Sirkis al punto da dedicarle un intero brano. E, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare da un gruppo abituato alle allegorie, qui il messaggio è limpidissimo. Nessuna metafora vaga né distanza artistica: Indochine difende Sanna Marin e denuncia chi l’ha crocifissa.
In un’intervista rilasciata a Sudinfo, il cantante si esprime senza ambiguità: aveva il diritto di divertirsi come chiunque altro. Vede in lei un simbolo moderno, una figura sacrificata sotto lo sguardo dei conservatorismi. La «croce» del titolo non è soltanto un’immagine poetica: è un’accusa diretta contro il branco mediatico.
Il testo non lascia spazio a dubbi: l’invito alla fuga, la tenerezza protettiva e soprattutto «Non ti meritano». Indochine non si limita a osservare: il gruppo si schiera al fianco di Sanna Marin.
Un video girato a Helsinki, con Sanna Marin
Il video, diretto dallo stesso Nicola Sirkis, è stato girato tra Parigi (giugno 2025) e Helsinki (luglio 2025). Fin dai primi secondi, la voce di Sanna Marin risuona attraverso un estratto di un discorso in cui ricorda un’evidenza troppo spesso dimenticata: nonostante il suo ruolo, resta un essere umano, con il diritto alla gioia e alla leggerezza.
La regia è sobria, quasi documentaristica. I cinque membri degli Indochine suonano in strada davanti a passanti finlandesi incuriositi. Foto d’archivio di Sanna Marin scandiscono il montaggio, ricordando la violenza delle critiche che ha subito. Il video si conclude con un’apparizione dell’ex prima ministra accanto a Nicola Sirkis: un gesto che suggella la dimensione impegnata del progetto.
Oltre Sanna: uno specchio rivolto alla società
Se il brano parla di Sanna Marin, in realtà si rivolge a ciascuno di noi. Chi non ha mai visto un personaggio pubblico essere demolito per un momento della sua vita privata?
Indochine pone una domanda semplice ma essenziale: si ha il diritto di vivere, di ballare, di essere felici quando si ricopre un incarico pubblico? La risposta del gruppo è inequivocabile. E in un panorama musicale francese spesso timido quando si tratta di prendere posizione su un tema scottante, questa franchezza fa bene.
Conclusione
Con Sanna sur la croix, Indochine offre un atto di sostegno dichiarato a una donna ingiustamente stritolata dalla macchina mediatica. Laddove molti artisti avrebbero scelto l’allusione, Nicola Sirkis sceglie la chiarezza. Il diritto di vivere, di ballare, di essere umani, anche sotto i riflettori. Un messaggio necessario, portato da uno dei gruppi più influenti del rock francese.
Fonti
- RTBF — Indochine svela «Sanna sur la croix»: un video impegnato girato in Finlandia con l’ex prima ministra
- Nostalgie — Indochine rende omaggio a Sanna Marin nel video «Sanna sur la croix»
- Vibration — Indochine: un video impegnato con «Sanna sur la croix» in Finlandia
- France 24 — Finlandia: dietro la polemica su Sanna Marin, una società in profonda trasformazione
- Wikipédia — Sanna sur la croix

